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EDITORIALE

Un derby che dona speranza: ora nessun rimpianto

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La squadra di Allegri si goda la gioia del successo ma ora serve non avere altri rimpianti
Federico De Milano
Federico De Milano Caporedattore 

Si è detto molto del derby vinto dal Milan nei confronti di un'Inter che arrivava allo scontro diretto forte dei 10 punti di vantaggio in classifica ma a decidere il match è stato un grande gol di Pervis Estupinan. Questa emozionante stracittadina ha fatto esultare tutto il popolo rossonero accordo a San Siro per trascinare Maignan e compagni e ora il distacco in classifica si è assottigliato a -7.

Che il Milan possa riuscire a rimontare in classifica, rimane ancora uno scenario piuttosto complicato. Il derby vinto ha certamente fatto impennare il morale a Milanello ma l'Inter rimane comunque assoluta padrona del suo destino. I nerazzurri hanno una rosa più profonda di quella rossonera e soprattutto adesso anche loro non hanno più il doppio impegno settimanale in seguito all'uscita dalla Champions League.

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Per Allegri e i suoi ragazzi sarà importante disputare queste ultime dieci partite stagionali con il massimo della sicurezza e della concentrazione possibile. Una delle prerogative del Milan per il finale di campionato sarà quello di non lasciarsi rimpianti alle spalle.

Fin qui nelle 28 partite di Serie A disputate, il Diavolo ha raccolto 17 vittorie, 9 pareggi e due sconfitte. Questa media punti pari a 2,14 è molto alta e porta a una proiezione di circa 81/82 lunghezze a fine campionato. Servirà, invece, provare a fare il massimo per non avere rimpianti in caso di altri passi falsi dell'Inter.

Insomma, questo derby vinto contro gli storici rivali nerazzurri ha ridonato una speranza che a -10 sembrava impossibile ma ora viene il difficile. Il Milan ha ancora tanti scontri diretti (Napoli, Juventus, Atalanta) ma dovrà far di tutto per perdere meno punti possibili per strada; l'imperativo è non crearsi quindi dei rimpianti quando a giugno tutti si guarderanno alle spalle facendo le valutazioni su un cammino che è comunque eccezionale.