Il Milan continua a fare i conti con una delle contraddizioni più evidenti della sua stagione: Christian Pulisic è tra i giocatori più incisivi della rosa, ma anche uno di quelli con la presenza più discontinua. I numeri parlano in modo netto: 10 gol e 2 assist in 1074 minuti per Capitan America, anche se il campo racconta una storia fatta di stop, rientri parziali e gestione prudente, inevitabile alla luce dei ripetuti problemi fisici.
Serie A
Rebus Pulisic: le due facce della medaglia del Milan di Allegri

La scelta di non rischiarlo nella prossima sfida al Dall’Ara contro il Bologna va letta proprio in questa chiave. A stagione appena oltre la metà, quella emiliana rappresenta già la settima gara saltata dallo statunitense: un dato che pesa, ma che il Milan ha deciso di accettare per preservarlo in vista del finale di campionato, quando la sua qualità può diventare decisiva per gli obiettivi stagionali.

Rientri a gara in corso e la continuità mancata di Pulisic
—L’ultimo esempio è l’1-1 contro la Roma, partita in cui Pulisic è entrato solo al 68’. Senza di lui, il Milan ha faticato a costruire occasioni pulite; con lui in campo, però, l’inerzia non è cambiata. Una fotografia fedele del momento dello statunitense: la condizione non è ancora tale da permettergli di spostare gli equilibri entrando dalla panchina come invece ha fatto in passato. Memorabile la gara con il Torino dello scorso 8 dicembre, quando fu capace di siglare una doppietta subentrando a gara in corsa.
Uno scenario invece simile alla gara con la Roma si era già visto il 2 gennaio contro il Cagliari, quando il suo ingresso al 79’ non ha inciso sull'1-0 finale, mentre l’8 novembre contro il Parma, con appena venti minuti finali, Pulisic ha avuto l'occasione del vantaggio sul 2-2 ma non è riuscito a capitalizzarla.

Pulisic: risultati e prestazioni in sua assenza
—Quando Pulisic è mancato del tutto, il Milan ha comunque dimostrato di saper reggere l’urto. La vittoria per 1-3 a Como del 15 gennaio, ottenuta senza lo statunitense, è stata sofferta ma pesantissima, con Nkunku e la doppietta di Rabiot a caricarsi l’attacco sulle spalle. Stesso discorso per i successi di misura contro Lazio e Roma, entrambi chiusi sull’1-0 grazie alle reti di Leao e Pavlovic, e per il 2-1 alla Fiorentina del 19 ottobre, risolto ancora una volta da una doppietta di Leao.
Vittorie importanti, ma spesso tirate, in cui è emersa la capacità del Milan di adattarsi, pur rinunciando a una parte della propria imprevedibilità offensiva. Qui si evince un dato interessante: Pulisic è senza ombra di dubbio un elemento fondamentale per le trame di gioco di mister Allegri. L'arrivo di Fullkrug nell'ultima sessione di calciomercato ha dato una freccia in più all'arco del Milan, che ora in attacco ha sicuramente più soluzioni.

I pareggi e la mancanza di strappi offensivi
—Non sempre, però, l’assenza di Pulisic è stata assorbita senza conseguenze. I pareggi contro Atalanta e Pisa, entrambi arrivati senza lo statunitense, hanno evidenziato i limiti di una manovra che, pur ordinata, ha faticato a trovare continuità e soluzioni individuali negli ultimi trenta metri. In queste partite è mancato soprattutto l’uomo capace di rompere gli equilibri con un’accelerazione o un cambio di passo improvviso. Inoltre, nei momenti decisivi è mancata esperienza e gestione del ritmo del gioco.
Il quadro che emerge è chiaro. Pulisic è determinante quando è al massimo della condizione, perché garantisce gol, inserimenti e qualità tra le linee. Allo stesso tempo, il Milan ha dimostrato di saper fare di necessità virtù, trovando alternative tattiche e nuovi protagonisti, senza compromettere il cammino in campionato.

Uno sguardo al futuro
—La mancanza di Pulisic si sente nelle dinamiche offensive, ma non ha bloccato la crescita di questo Milan in piena corsa sia per la Champions League che per lo Scudetto. I rossoneri hanno saputo riorganizzarsi, affidandosi a soluzioni diverse e portando comunque a casa risultati positivi. La gestione prudente di questi giorni è una scelta strategica: rinunciare ora allo statunitense per averlo al meglio nel momento decisivo della stagione può rivelarsi una mossa chiave nel lungo percorso rossonero.
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