Il Milan espugna l’Arena Garibaldi battendo il Pisa 2-1 al termine di una gara che le statistiche raccontano con una certa chiarezza. I rossoneri sbloccano il match al 39’ con Loftus-Cheek, vengono ripresi al 71’ da Loyola dopo che Fullkrug aveva fallito un rigore a inizio ripresa, ma trovano il gol decisivo all’85’ con Modric. Una partita che vive di episodi, sì, ma anche di un controllo territoriale piuttosto netto.
Serie A
Pisa-Milan numeri alla mano: le statistiche premiano Allegri, Modric eterno


xG e grandi occasioni
—Il dato dei goal attesi (xG) fotografa la differenza tra le due squadre: 2.35 per il Milan contro 0.77 del Pisa. Non è solo una questione di quantità, ma di qualità delle occasioni create. Le grandi occasioni sono 4 per i rossoneri e 2 per i nerazzurri: un divario che trova conferma nel rigore conquistato (e poi sbagliato) da Fullkrug e nelle situazioni ad alto coefficiente offensivo generate nel secondo tempo. Il Pisa, pur trovando il pareggio, ha costruito meno e con pericolosità inferiore. L’1-1 è arrivato più da episodio che da pressione costante.
Tiri totali e parate
—Curiosamente i tiri totali sono in perfetto equilibrio: 7 a 7. Questo rende il punteggio ancora più interessante da leggere. La differenza sta nell’efficacia e nelle parate: il portiere del Pisa è stato chiamato in causa almeno una volta in modo decisivo (1 parata), mentre quello del Milan non ha effettuato interventi registrati. Tradotto: il Milan ha concesso poco nello specchio, il Pisa ha sofferto di più quando i rossoneri hanno alzato la qualità della conclusione. Qui si vede la sottile ma reale differenza tra volume di tiro e pericolosità reale.

Possesso palla, passaggi e contrasti
—Il dominio territoriale del Milan è evidente: 66% di possesso palla contro il 34% del Pisa. Ancora più netto il dato sui passaggi: 681 contro 337. Non è semplice estetica. Significa controllo del ritmo, gestione dei tempi, capacità di muovere l’avversario. Il Pisa ha scelto un atteggiamento più reattivo, lasciando l’iniziativa ai rossoneri e cercando di colpire nelle transizioni. Anche nei contrasti il Milan prevale (16 a 12), segno che oltre al possesso c’è stata anche una presenza fisica importante nella riconquista.

Calci d’angolo e calci di punizione
—Il Pisa ha battuto più calci d’angolo (3 a 1), ma il Milan ha ottenuto più calci di punizione (13 contro 9), a testimonianza di una squadra che ha giocato stabilmente nella metà campo avversaria costringendo il Pisa al fallo. I falli complessivi (14 per il Pisa, 9 per il Milan) e il numero maggiore di cartellini per i rossoneri (3 gialli e 1 rosso) raccontano anche una gara intensa, con momenti di nervosismo soprattutto nel finale.
Alla fine, il 2-1 firmato Modric all’85’ non è solo un episodio isolato, ma la conclusione logica di una partita in cui il Milan ha prodotto di più, gestito di più e creato occasioni più pesanti. Con questa vittoria, il Milan resta in scia dell’Inter capolista, consolidando la sua posizione nella parte alta della classifica e confermando la continuità di rendimento sotto la guida di Massimiliano Allegri.
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