Sono stati spesi tanti milioni, ora il club deve trasformare due talenti in protagonisti per rilanciare il progetto a centrocampo.
Ardon Jashari e Samuele Ricci sono stati pagati complessivamente circa 60 milioni di euro. Le partite da titolare per lo svizzero sono state 6, mentre per l’italiano sono state 13. Il Milan ha speso più di 50 milioni per due seconde linee che, al momento, non rientrano tra i titolari di Massimiliano Allegri.
Nel frattempo il Milan sta sondando il terreno per Goretzka e per Koné del Sassuolo. Il futuro di Modric non è ancora deciso, anche se tutti sperano che possa rimanere. I due centrocampisti arrivati nella scorsa estate hanno comunque le carte in regola per imporsi in questo Milan, ma serve una condizione chiara: devono essere valorizzati con un piano specifico.
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Jashari e Ricci, due panchinari che ora non vedono la luce
Quest’anno il Milan ha potuto contare sulle prestazioni di Luka Modric, vincitore del Pallone d’Oro nel 2018. Il suo contributo è stato fondamentale per il posizionamento in Champions League e per restare in corsa per lo scudetto. Con un profilo del genere in rosa, la crescita dei giocatori nel suo ruolo passa inevitabilmente in secondo piano. Questo però non significa che debba essere abbandonata.
Jashari e Ricci sono stati pagati tantissimo. Basta pensare che il PSG ha speso 40 milioni per Vitinha e 60 per João Neves per capire il valore di certi investimenti. Nel calcio di oggi, 50 o 60 milioni di euro, se spesi bene, possono produrre un rendimento enorme. Al momento, però, il Milan non sembra aver fatto una scelta di questo tipo.
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Questa idea tattica non esalta nessuno dei due
L’idea di Allegri è chiara: un play con grande qualità nel possesso e due mezzali fortissime fisicamente, tecniche e brave nell’inserimento. Questo, però, genera un problema. Jashari sembra il sostituto di Modric per Max, e quel ruolo potrebbe anche ricoprirlo. Tuttavia, la sua propensione all’assist e all’ultima giocata è evidente. Giocando da unico pivot davanti alla difesa, il numero 30 viene limitato.
L’unico modo per essere davvero incisivo è quello visto contro il Como: un lancio di 50 metri per Leão, che attacca la profondità e può portare subito al tiro. Ricci, invece, ha giocato più del compagno di reparto, ma sempre da mezzala. Allegri vuole altre caratteristiche in quel ruolo, mentre lui è molto abile nella gestione del pallone sotto pressione. Il ruolo che occupa Modric sembrerebbe quello più congeniale alle sue caratteristiche. Se questa analisi non vi ha convinto, guardiamo qualche statistica. Jashari, non considerando questa stagione con il Milan, nelle ultime tre ha sempre disputato almeno 30 partite e la somma tra gol e assist recita 23. Ricci, invece, dalla stagione 2020/21 in poi ha sempre superato quota 30 presenze per anno, e in sei stagioni ha totalizzato 20 tra gol e assist.
Le statistiche servono, ma bisogna leggerle con attenzione. Jashari incide maggiormente nell’ultimo terzo di campo non perché sia più forte di Ricci, ma perché le sue caratteristiche lo portano a essere decisivo lì. Ricci, invece, non è un centrocampista da numeri o da box to box. È piuttosto un metronomo della squadra. La gestione del pallone, la verticalizzazione quando vede lo spazio, e anche un buon recupero palla sono le sue armi principali.
I due centrocampisti del Milan hanno tutte le carte in regola per prendersi questa squadra. Però vanno messi nella posizione giusta.
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