Amorim sembra intenzionato a schierare il Milan col 3-4-2-1 già utilizzato allo Sporting Lisbona e al Manchester United. Scopriamone la filosofia e i principi
Il 13 luglio 2026 è stato un giorno molto intenso dalle parti di Milanello. La prima grande sorpresa è stata la visita di Gerry Cardinale, arrivato al centro sportivo in elicottero. La seconda quella di Gonçalo Ramos, che, in Italia per cercare casa, ha deciso di passare a salutare i suoi futuri compagni.
In serata è arrivata la prima esercitazione in campo che ha dato un segnale inequivocabile: il Milan di Amorim verrà schierato col 3-4-2-1. Nella partitella d’esordio il neo-arrivato Mario Gila è stato schierato al centro della difesa mentre il rientrante Chukwueze è stato impiegato da esterno destro a tutta fascia e non come trequartista.
Il tecnico portoghese sembra pronto a cambiare i ruoli degli interpreti pur di non rinunciare alla filosofia alla base del “suo” 3-4-2-1.
La filosofia alla base del 3-4-2-1 di Amorim
Il nuovo allenatore del Milan è un amante del calcio intenso, propositivo e con giocatori ben consapevoli dei propri compiti, sia in fase offensiva che in fase difensiva.Il 3-4-2-1, nelle idee di Amorim, è il sistema migliore per occupare gli spazi, sfruttare l’ampiezza delle fasce e creare situazioni di superiorità numerica dalla trequarti in avanti. Non per niente è stato lo schema di riferimento sia nei fortunati anni allo Sporting Lisbona (seppur alternato al 3-4-3) che in quelli meno positivi al Manchester United.
La disposizione dei calciatori di Amorim è sempre stata dinamica. In fase di possesso di palla si vira facilmente verso un 3-2-4-1 con gli esterni di centrocampo a garantire ampiezza e superiorità in zona offensiva. Senza palla, invece, la squadra deve essere rapida a ricompattarsi e a scalare rapidamente a un 5-4-1 o, in situazioni di gioco in velocità, a un 5-2-2-1.
Difensori, trequartisti e preparazione fisica
I cardini del sistema sono due: i difensori e i trequartisti. I primi devono essere abili nella costruzione e affiancare i due mediani per creare superiorità numerica in fase di palleggio corto e impostazione. I secondi hanno il compito di alternare giocate in ampiezza e attaccare la profondità per sfidare i centrali avversari nell’uno contro uno.Quello che è certo è che per “sostenere” uno schieramento di questo tipo servono calciatori estremamente mobili e pronti dal punto di vista atletico. A tutti viene richiesto di coprire ampie zone del terreno di gioco, sia in fase offensiva che difensiva, e Amorim è un tecnico che in passato non ha fatto sconti ai giocatori impreparati fisicamente o poco attenti ai propri compiti tattici.
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