Il difensore del Milan classe 2005 Davide Bartesaghi si sta rivelando una vera e propria rivelazione di questo campionato. Il numero 33 sta diventando una risorsa affidabile anche in una difesa a tre se ieri il Milan ha subito poco è anche merito suo.
Il focus
Bartesaghi: nuova posizione? La heatmap smentisce
Bartesaghi, l'analisi della posizione durante il match
—Nella sfida contro il Parma, Bartesaghi ha disputato i primi 60 minuti nel ruolo di difensore sinistro all’interno della linea a tre, per poi spostarsi sulla fascia al 61’, in seguito all’ingresso di Pavlovic. La sua posizione media racconta chiaramente un’interpretazione propositiva del ruolo: la heatmap evidenzia una presenza costante nella metà campo avversaria, con la trequarti di sinistra come zona di azione principale sia nel primo che nel secondo tempo. Nonostante la posizione iniziale più arretrata, Bartesaghi ha cercato di accompagnare la manovra con continuità, offrendo sempre una linea di passaggio e tentando anche qualche verticalizzazione in più rispetto a Estupiñán, apparso ancora una volta poco incisivo e piuttosto timido nelle sue scelte.
Dal punto di vista offensivo, Bartesaghi ha fatto registrare due passaggi chiave, un dato ancora limitato ma comunque significativo. Ha tentato 10 cross, di cui 2 riusciti, dimostrando la volontà di contribuire alla fase offensiva e di cercare soluzioni per servire i compagni. La sua prestazione difensiva è stata solida, in linea con quella dell’intero reparto. Il Milan ha concesso pochissimo agli avversaria confermando la propria solidità difensiva, mostrando compattezza e controllo anche attraverso il possesso palla e riagressione immediata.
Sull'azione del gol di Troilo Bartesaghi avrebbe potuto prendere meglio il tempo e aspettarsi l'arrivo dell'argentino. Bisogna però dire che ogni sua possibilità di intervento è negata dall'appoggio illegale che Troilo effettua sul suo collo. Bartesaghi non ha fiutato al 100% il pericolo, però il fallo rimane evidente.

Il problema di questo Milan
—Bartesaghi non è un giocatore che tende a risolvere la partita individualmente, ma può diventare efficace all’interno di un sistema fluido e ben organizzato. È un calciatore che sa incidere con i tempi giusti, arrivando nelle zone pericolose grazie alle combinazioni e ai movimenti collettivi. Proprio per questo, il Milan deve migliorare la velocità della circolazione e la qualità dei movimenti offensivi, soprattutto con giocatori come Pulisic, Leao e Saelemaekers. Quando questi riferimenti offensivi non riescono ad accendersi, tutta la manovra ne risente, come dimostrato anche dalla scarsa presenza in area prima dell’ingresso di Pavlovic. Con una struttura più dinamica e movimenti più coordinati, Bartesaghi può diventare una risorsa sempre più importante nello sviluppo del gioco rossonero.

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