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Non è il male assoluto...

Un tema tattico in casa Milan: la difesa a tre non è il male assoluto

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In Italia c'è un'eccessiva divisione sui sistemi di gioco. La difesa a 3 non è per forza un problema. Lo dicono i numeri degli ultimi anni
mbambara
mbambara Vice direttore 

Il grande limite del dibattito sportivo in Italia è rappresentato dal partitismo e dall’etichettatura delle opinioni: fondamentalmente si tratta di due facce della stessa medaglia. Analizzare è un verbo abusato nel linguaggio comune, ma poco applicato nella pratica quotidiana. In seguito alla sconfitta contro la Lazio, fra i tifosi del Milan è emerso un orientamento negativo sulla difesa a tre.

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La tesi è la seguente: se Massimiliano Allegri dovesse continuare a giocare con la difesa a tre anche nella prossima stagione, il Milan non potrà essere competitivo per lo scudetto. Si tratta di una tesi alquanto singolare perché poggia la sua architettura argomentativa su un presupposto infondato, ovverosia che con la difesa a 3 tre sia impossibile vincere in Italia. Ma è davvero così?

In Italia si vince sia con la difesa a 3, sia con la difesa a 4

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Dal post COVID, in Italia, hanno vinto il campionato 5 squadre. Tre di queste giocavano con la difesa a 3 (l’Inter di Conte, l’Inter di Simone Inzaghi ed il Napoli di Conte), due invece giocavano con la difesa a 4 (il Milan di Pioli e il Napoli di Spalletti). Quest’anno, probabilmente, il campionato verrà vinto dall’Inter che gioca con la difesa a 3.

Un tema tattico in casa Milan: la difesa a tre non è il male assoluto- immagine 3

In sostanza, in Italia si può vincere il campionato sia giocando con la difesa a tre, sia giocando con la linea a quattro. Le caratteristiche e le qualità dei giocatori incidono di più rispetto alle “formule magiche” di natura tattica riassunte dai numeri (3-5-2 o 4-2-3-1). Non è vero quindi che la conferma dell’ipotetico 3-5-2 come strutturazione sarebbe il de profundis sulle ambizioni del Milan. Trattasi di mera convinzione priva di riscontro.

Oltre i sistema di gioco

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Personalmente preferisco le squadre che giocano con la linea a 4. Non è una convinzione, bensì semplicemente il mio gusto calcistico. Non credo però che esista un sistema di gioco o una strutturazione difensiva che sia, ex sé, garanzia di vittorie o di competitività. Pensarlo significa peccare di presunzione luciferina.

Tare

La competitività o meno del Milan nel prossimo campionato dipenderà dalla bontà e dalla chiarezza delle idee con cui la società rossonera interverrà sul mercato per apportare i giusti correttivi a questa squadra. Perché questo Milan è migliorabile. Forse lo è anche nel sistema di gioco. Attenzione però a fare del modulo una questione di principio. I numeri della Serie A raccontano un’altra verità.

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