In quel Lazio Milan terminato 4-4, Andrij Shevchenko realizzò la sua prima tripletta italiana e sconfisse la diffidenza attorno al suo nome.
Il 3 ottobre del 1999, ovverosia esattamente 27 anni fa, Andrij Shevchenko mostrò al mondo intero tutta la sua straordinaria forza. Allo stadio Olimpico di Roma, infatti, andò in scena una delle partite maggiormente iconiche della storia della Serie A.
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La rivalità di fine anni 90 fra Lazio e Milan
Nella stagione precedente Lazio e Milan si erano contese il titolo di campione d'Italia fino all'ultima giornata in uno dei finali più entusiasmanti e ricchi di pathos del campionato italiano. Il Milan, allenato dal romagnolo Alberto Zaccheroni, aveva sorpassato la Lazio alla penultima curva e, battendo il Perugia all'ultima giornata, si era poi laureato campione d'Italia per la 16esima volta.
C'era quindi una rivalità frizzantina fra le due squadre in quella fase storica. La squadra allenata da Sven Goran Eriksson, era probabilmente la Lazio più forte della storia perché poteva contare su campioni di altissimo livello internazionale come Roberto Mancini, Marcelo Salas e Alen Boksic, nonché su alcuni giovani di grande valore tecnico come Sergio Conceicao, Matias Almeyda, Alessandro Nesta e Juan Sebastian Veron.
Il tornado Shevchenko: quella notte di 27 anni fa spazzò via la diffidenza
In quella notte però, fu Andrij Shevchenko a prendersi il proscenio. L'attaccante ucraino era arrivato al Milan dalla Dinamo Kiev con qualche diffidenza di troppo, pur avendo dato spettacolo in Champions League, vincendone la classifica dei cannonieri.Qualcuno temeva potesse essere un nuovo Zavarov, in ricordo dell'attaccante russo della Dinamo Kiev arrivato alla Juventus nell'estate del 1988 e che, suo malgrado, non era riuscito ad imporsi tecnicamente nella squadra bianconera, all'epoca allenata da Dino Zoff.
Nonostante un inizio più che discreto in quella stagione 1999-2000 (3 gol nelle prime 8 partite stagionali), c'era diffidenza su Shevchenko. Quella partita fu un vero e proprio spartiacque perché Andrij spazzò via la diffidenza con una prestazione impressionante, in cui mandò in crisi la difesa laziale guidata dallo straordinario Alessandro Nesta che, tre anni dopo, sarebbe diventato un compagno di squadra di Shevchenko.
Gol di destro, gol di sinistro, rigore implacabile con il portiere spiazzato: il repertorio tecnico di Andrij Shevchenko, in quella serata, trovò pieno risalto in una partita che è rimasta iconica anche per il livello altissimo di spettacolo offerto al pubblico.
Tuttavia, a distanza di 27 anni, quel Lazio Milan del 3 ottobre 1999 rimane indelebilmente la partita di Andrij Shevchenko, il momento esatto in cui l'attaccante ucraino si prese il Milan, sconfiggendo tutte le diffidenze sul suo conto.
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