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Pragmatismo e non ideologia

A questo Milan, oggi, non si deve chiedere bellezza, bensì pragmatismo

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Brusco risveglio dopo la batosta di ieri: a questo Milan non è possibile chiedere di essere bello. L'unica bussola deve essere la praticità
mbambara
mbambara Vice direttore 

Ho voluto riguardare con calma Milan Udinese prima di scrivere quest'editoriale, perché quasi sempre non sono lucido nei commenti a caldo. L'anima del tifoso non me lo consente. Rivederla con calma mi ha aiutato a capire alcune cose ed anche a modificare un mio precedente orientamento.

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MILAN, ITALY - APRIL 11: Christian Pulisic of AC Milan reacts during the Serie A match between AC Milan and Udinese Calcio at Giuseppe Meazza Stadium on April 11, 2026 in Milan, Italy. (Photo by Francesco Scaccianoce/AC Milan via Getty Images)

Il tema del "gioco" del Milan

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Devo sommessamente cospargermi il capo di cenere: nell'ultima settimana, con grande convinzione personale, ho sostenuto che il Milan dovesse fare uno sforzo offensivo maggiore. Auspicavo che il 3-5-2 - che pure non è un sistema di gioco perfetto - venisse messo da parte, a beneficio di un 4-3-3 o magari di un 4-4-2.

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Questa tesi aveva molti sostenitori, anche in autorevoli commentatori sportivi; probabilmente, quindi, Massimiliano Allegri ha voluto provare, in buonafede, un sistema di gioco più offensivo dopo la gara deludente di Napoli. Il Milan aveva già attuato in questa stagione il 4-3-3. Non lo aveva fatto dall'inizio, bensì a gara in corso.

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L'esito, purtroppo, è stato molto negativo. Contro l'Udinese, già dopo i primi minuti, si è visto un Milan incapace di assorbire adeguatamente le transizioni negative; su ogni palla persa c'era la costante sensazione che l'avversario potesse far male e, inoltre, le distanze fra i reparti erano davvero abissali.

Sembrava più il Milan della scorsa stagione che il Milan di Massimiliano Allegri. Rivedendo la partita con calma, ho pertanto dovuto prendere atto che, io in primis, avevo fatto una valutazione non corretta. In buonafede, con grande passione rossonera, ma comunque sbagliata sul piano concettuale.

Impossibile, oggi, rinunciare alla difesa a tre

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Questo Milan non può rinunciare alla difesa a tre perché è stato strutturato in questo modo dall'inizio della stagione a causa della composizione del proprio pacchetto difensivo, in cui ci sono buoni giocatori che stanno crescendo - Pavlovic, De Winter - ma che non hanno ancora le giuste letture nelle situazioni di campo aperto.

In molti, sbagliando, abbiamo pensato che questa squadra potesse avere un atteggiamento più offensivo, ma abbiamo sottovalutato un aspetto fondamentale: nel calcio di oggi, nulla di può improvvisare. Giusto fare ammenda pertanto. Gli errori esistono per crescere. Inutile fare processi e polemiche: l'esigenza primaria è quella di ripartire.

Nel calcio, peraltro, non esiste una verità, così come non si può ragionare soltanto sul proprio gusto personale relativamente al gioco. C'è, invece, per noi milanisti, un bene supremo che si chiama A.C. Milan e quel bene supremo va tutelato mettendo da parte dispute e dibattiti sul gioco bello o brutto.

Abbiamo sei partite per fare i punti che servono per tornare a giocare la Champions League. Non è più tempo di discutere; è tempo di essere pragmatici. A questa squadra non ha senso chiedere bellezza perché non può darla. Ciò che possiamo chiedere è la forza mentale, il pragmatismo e l'unità d'intenti avuta sinora. E' questo il sacro Graal che dobbiamo ritrovare.

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