I risultati di lungo periodo non sono mai un caso. Nella scorsa stagione il Milan ha perso 11 gare di campionato, ossia quasi un terzo delle gare complessive. Ad oggi, dopo 25 giornate, le sconfitte della squadra rossonera sono ferme a quota 1.
Riflessioni...
Il Milan ha dato tutto finora: chiedere di più a questa squadra è utopistico

In questo dato ci sono tante cose. C'è il lavoro dell'allenatore che ha creato uno spirito di gruppo importante e proattivo. C'è, soprattutto, un club che dopo una stagione fallimentare ha saputo compattarsi attorno ad un progetto. Il dato sulle sconfitte è significativo. Merita rispetto ed il riconoscimento del giusto valore. Alimenta, com'è normale che sia, qualche inevitabile rimpianto.

Una stagione seria dopo un'annata balorda
—Il Milan è secondo con otto lunghezze di vantaggio sulla quinta in classifica, a più sette sulla quarta e a più quattro sulla terza. Alzi la mano chi ci avrebbe creduto l'anno scorso, di questi tempi, quando la squadra rossonera veleggiava amaramente fra il settimo e l'ottavo posto in campionato ed accumulava magre figure in Europa, perdendo male, dapprima, contro la Dinamo Zagabria (e compromettendo una qualificazione diretta) e facendosi eliminare in modo autolesionistico contro il Feyenoord nel playoff di Champions League. Un anno fa, immaginare una stagione così ordinata, seria e compatta non era realisticamente possibile.

Il Milan, in questo momento, non può dare più di quello che sta dando
—Oggi il Milan lascia San Siro con l'amaro in bocca per non aver battuto il Como. Il primo posto dista sette punti. Tanti, troppi, per alimentare sogni di gloria, soprattutto contro un avversario come l'Inter che, contro le piccole, non perde mai punti per strada. L'amarezza di ieri sera però deve andare di pari passo con una presa di coscienza necessaria.

La dimensione della squadra di Allegri, oggi, è questa. Non si può chiedere a questa squadra di andare oltre sé stessa. Sarebbe un'utopia. Questo Milan ha limiti mentali e tecnici sui quali lavorare. Però ha un'anima e questo è l'aspetto più bello della stagione. Andare oltre al momento non è possibile. Credere e sognare, sono verbi a costo zero. L'importante è non farli diventare pretese.
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