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Riflessioni sul pensiero di Allegri: infortuni, limiti e obiettivo Champions

Allegri
Ieri abbiamo assistito ad un Allegri molto sereno. Il Milan ha un obiettivo chiaro, conosce i suoi limiti e gli infortuni hanno pesato
mbambara
mbambara Vice direttore 

Le parole di Massimiliano Allegri sono sempre improntate al buonsenso. Il Milan proverà a non lasciare nulla d'intentato. Almeno questo è il senso dei ragionamenti che provengono dalla conferenza stampa di ieri del tecnico rossonero, alla vigilia di Milan Parma. Il Milan ha il suo passo e l'Inter in questa stagione sta tenendo un passo arduo da sostenere. 

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C'è un passaggio molto importante nelle dichiarazioni di Allegri che è giusto sottolineare. "Credo che per noi, come per tutte le squadre, alla fine bisogna ottenere il risultato attraverso le prestazioni. Abbiamo fatto buone partite, ne potevamo farne delle altre meglio. Abbiamo avuto i giocatori tecnici sempre fuori. Io guarderei il lato positivo, ovvero una squadra che conosce i propri limiti e ci lavora. Il campionato italiano è bellissimo, ma l'anno prossimo il Milan deve giocare la Champions".

Infortuni, lavoro e obiettivo reale: i temi tracciati da Allegri

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In queste parole ci sono tre concetti fondamentali: gli infortuni di Rafael Leao e Christian Pulisic, vera e propria costante negativa di questa stagione, il lavoro sui limiti della squadra e l'obiettivo Champions League che resta la stella polare per il Milan.

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Sugli infortuni Allegri non si è mai lamentato, ma ci sono e non considerarli nel computo generale della stagione non sarebbe onesto. Hanno pesato, continuano a pesare. Due giocatori forti come Leao e Pulisic non sono sostituibili nel lungo periodo. I loro numeri sono buoni, ma ottenuti su archi temporali ridotti.

La squadra ha dovuto fare di necessità virtù. E in questo rientra il secondo concetto, cioè lavorare sui limiti. Alcuni giocatori ne sono una perfetta testimonianza. Il Pavlovic di oggi è un giocatore migliore rispetto al Pavlovic di inizio stagione. Discorsi simili potrebbero essere fatti anche per Gabbia, per Bartesaghi e per Ricci. Crescere significa anche implementare le qualità dei giocatori in rosa.

Leao

Infine l'obiettivo Champions League. Oggi che il Milan è secondo in classifica per tutti sembra un obiettivo minore. Ma ad inizio stagione le favorite per i primi quattro posti erano Inter, Napoli, Juventus e Roma. Il Milan non era considerato.

Adesso qualcuno chiede lo scudetto alla squadra rossonera, ma a questo gruppo mancano ancora dei pezzi nella costruzione della propria identità. Tanti pareggi sono un segnale di vita, ma sono anche un segnale di limiti strutturali. Serve ancora del tempo e magari qualche tassello giusto.

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Lo scudetto però quest'anno non dipende dal Milan. L'Inter infatti sta tenendo una media di 2,46 punti a partita. Proiettata su 38 partite sono 93,5 punti. Il Milan arriva a 93 punti soltanto vincendo tutte le prossime 13 partite. Poco credibile. Meglio concentrarsi su cose possibili. 

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