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Santiago Gimenez torna a parlare e lo fa con la consueta sicurezza mostrata fuori dal campo da quando è al Milan, una sicurezza che troppo spesso non ha trovato riscontro all'interno del rettangolo verde. Nella giornata di ieri il centravanti messicano è tornato sull'infortunio alla caviglia, specificando che il problema è ormai alle spalle e che il prossimo passo sarà tornare in campo per ripagare la fiducia dimostrata in più occasioni dal Milan.
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Ecco le parole di Gimenez ai microfoni di ESPN Mexico: "Tifosi e club devono vedere qualcosa in me perché, anche se non ho offerto le prestazioni sportive che avrei voluto, non ho dimostrato chi sono e cosa so fare, hanno comunque fiducia nelle mie capacità e mi hanno difeso in molte occasioni quando sono stato criticato. Questo lo apprezzo molto. Il Milan è una squadra per cui sognavo di giocare fin da bambino. Guardare Dida, Kaká, Crespo, Ronaldinho, Pirlo mi fa venire la pelle d'oca. Rappresentare questa maglia è un grande onore per me. I sogni diventano realtà e apprezzo profondamente la fiducia che mi viene data, anche se personalmente non ho mai disputato grandi prestazioni sportive. La mia caviglia è sistemata: preparatevi".
Cosa significa tutto questo? Potenzialmente molto, oppure, come spesso accade nel caso di Gimenez, ben poco. Una cosa però è certa: negli ultimi 12 mesi in maglia rossonera le parole pronunciate dal diretto interessato, o tramite i suoi familiari (famose le esternazioni del padre), sono state numerose. Molto più rari, invece, sono stati i fatti a sostegno di quelle dichiarazioni.
Ora l'occasione è concreta. È il momento di dimostrare che ciò che viene detto a voce possa finalmente trovare riscontro sul campo. La caviglia, a detta dello stesso Gimenez, è sistemata; non dovrebbero esserci altri alibi. Tocca a lui mostrare le proprie qualità. In caso contrario, a fine stagione non ci sarà infortunio che tenga: la porta di Milanello potrebbe non essere più aperta per Santiago.
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