Torna il consueto appuntamento con la moviola e sta volta tocca al big match di ieri sera tra Roma e Milan. Le due compagini, infatti, hanno giocato contro in occasione della ventiduesima giornata di Serie A. Al termine dell'incontro, i due club hanno messo in tasca un punto a testa visto che hanno pareggiato 1-1. Al gol di testa realizzato da Koni De Winter su assist di Luka Modrić ha risposto Lorenzo Pellegrini su calcio di rigore. Terminato il match della massima divisione nazionale, quindi, andiamo a vedere alcuni episodi da analizzare.
Moviola
Roma-Milan, la moviola: ecco gli episodi da analizzare del big match di ieri

La moviola di Roma-Milan
—Prima del ventesimo minuto di gioco, per la precisione al 17', l'attaccante giallorosso Malen riceve un pallone in area di rigore, ma in quel momento va giù per un contatto con Matteo Gabbia. Quest'ultimo trattiene l'ex attaccante dell'Aston Villa, ma per l'arbitro Colombo è troppo poco per concedere un calcio di rigore, mentre il VAR non interviene lasciando, quindi, la decisione presa dal direttore di gara. Al minuto 50, Adrien Rabiot prova ad anticipare Mile Svilar calciando il pallone già in possesso del portiere della Roma. Con un pallonata, però, colpisce l'avversario e si prende un giallo, anche se ha rischiato qualcosa in più data la reazione. Il francese, infatti, ha iniziato ad arrabbiarsi per come ha reagito l'ex Manchester United.

Durante il 70' di gioco, Modrić pensa di aver subito fallo e, non essendo così, ha restituito palla agli avversari. Il giallorosso Robinio Vaz, per velocizzare la ripresa di gioco, spinge il croato che chiede spiegazioni in maniera tranquilla. Tuttavia, Colombo ha deciso di ammonirlo e, quindi, ci sono dei dubbi su questa sanzione. Tre minuti più tardi, Bartesaghi tocca con la mano sinistra il pallone colpito di testa da Celik in area di rigore: decisone giusta. Al minuto 88, il brasiliano Wesley prova a crossare in area, ma il pallone finisce sulla mano di Christian Pulisic. In questo caso, però, Colombo non concede un secondo tiro dagli 11 metri perché non c'è un allargamento del volume del corpo e la distanza era ravvicinata.
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