Da sportivo, prim'ancora che da milanista, sono assolutamente indignato per la narrazione mediatica tossica che viene portata avanti nei confronti di Rafael Leao. Il punto non è il diritto di critica che, per carità, nessuno nega; il punto semai è l'ossessionante tentativo di distruggere l'immagine pubblica e professionale di questo ragazzo. Si tratta di un tentativo mediaticamente violento e indecente perché basato non sui dati di fatto bensì sui pregiudizi.
Riflessioni...
L’indegna gazzarra su Rafael Leao: un assalto mediatico ingiustificabile


Chi è Rafael Leao
—Rafael Leao è l'attuale capocannoniere del Milan nella stagione sportiva 2025-206, nonostante abbia saltato quasi la metà delle partite; è uno dei cinque esterni d'attacco più performanti in Europa dal punto di vista delle partecipazioni alle segnature di squadra (gol + assist). Inoltre Leao è l'unico giocatore del campionato, insieme a Lautaro Martinez, a prendere parte ad almeno 10 marcature in ciascuna delle ultime sei stagioni di Serie A, dal 2020/21 ad oggi.
I tanti critici di Leao continuano a bersagliarlo nell'anno in cui questo ragazzo ha commesso un unico grande errore: non fermarsi. Rafa si doveva fermare a gennaio, perché la pubalgia è una patologia cronica che si può curare soltanto con il riposo, la terapia e l'allenamento blando. Se ci giochi sopra peggiora e, soprattutto, ti condiziona nelle giocate e nel pensiero perché non riesci ad essere lucido quando il dolore diviene prevalente.

Il tema della pubalgia: giocarci sopra alla lunga è quasi impossibile
—Avete mai sentito Leao in questa stagione lamentarsi della pubalgia? Mai, sempre disponibile a scendere in campo per dare una mano alla squadra e ai compagni. Rafa ha messo il Milan anche davanti a sé stesso. Questo è stato un grave errore, perché se non stai bene fisicamente nel lungo periodo diventa difficile sostenere lo sforzo. Inoltre se sei uno scattista e l'esplosività è la tua arma migliore, giocare con la pubalgia è come correre con una palla al piede.
Eppure se aprite televisioni e social, siamo popolati da presunti opinionisti dal pensiero libero che criticano Leao, stroncandolo in maniera sprezzante, senza mai menzionare il fatto che questo ragazzo sta giocando con il dolore e sul dolore. La pubalgia non è un'opinione; è un fatto importante, di cui bisogna prendere atto e che, nelle analisi e nei giudizi, deve avere un peso preponderante. Altrimenti vale tutto, persino il rutto libero.
Le critiche strumentali a Leao sono lo specchio del nostro calcio
—E il tema è proprio questo: l'assalto mediatico nei confronti di Leao è diventato indecente, violento nei toni e nelle modalità comunicative, incapace di scindere la critica tecnica - legittima - dalla critica del suo modo di essere, del suo stile di vita, del rap e della moda. Giudicarlo senza riconoscere che sta giocando con la pubalgia è intellettualmente disonesto.
Rafael Leao è un giocatore forte, che ha il diritto di essere come vuole fuori dal campo e di avere tutte le passioni che crede. Massacrarlo per questo suo modo di essere rappresenta una gazzarra tristissima che descrive perfettamente quello che è diventato il dibattito sportivo italiano: lo specchio cristallino del declino del nostro calcio che sputa addosso al talento ed esalta la mediocrità.
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