Le polemiche continue contro Rafa Leao sono cominciate subito dopo la firma del rinnovo del contratto col Milan. Tre anni di ossessioni..

Negli ultimi tre anni Rafa Leao non è mai stato un argomento tecnico. Il caso mediatico è sempre stato perennemente aperto. L'ossessione veniva cavalcata strumentalmente da una certa parte della stampa che aveva bisogno di dare in pasto ai tifosi il tema Leao. E così, fra un'accusa e una polemica, il rapporto fra Leao ed il Milan è andato avanti negli ultimi tre anni.

Eppure sino al mese di giugno del 2023, il tema Leao veniva trattato in maniera completamente diverso. Anzi veniva usato come fendente nei confronti del Milan. Il contratto dell'attaccante portoghese era in scadenza al 30 giugno 2024 e gli scenari mediatici che venivano disegnati narravano un nuovo caso Donnarumma, o Calhanoglu o Kessiè. Leao, per quasi tutti, era destinato ad andarsene a parametro zero nell'estate del 2024.

Leao Milan

AC Milan v FC Internazionale - Pre-Season Friendly
PERTH, AUSTRALIA - AUGUST 05: Rafael Leao of AC Milan in action during the pre-season match between AC Milan and FC Internazionale at Optus Stadium on August 05, 2026 in Perth, Australia. (Photo by Giuseppe Cottini/AC Milan via Getty Images)

Non andò così. Il Milan fu abile nel rinnovare il contratto dell'attaccante portoghese, caricando sul bilancio il costo di una vecchia multa che stava divenendo una sorta di spada di Damocle per il giovane Rafa. Quel rinnovo fu salutato con giubilo ed entusiasmo dalla tifoseria rossonera. Dopo i troppi giocatori persi a costo zero, la tendenza veniva invertita da quello che era, unanimemente, considerato il giocatore più forte della squadra rossonera.

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Galeotta fu la firma...

Da quella firma, tuttavia, qualcosa cambiò nel clima mediatico attorno a Leao e nell'atteggiamento successivo della tifoseria rossonera. A settembre 2023, dopo un Milan Newcastle terminato 0-0, con Rafa protagonista in negativo per un gol sbagliato davanti al portiere per eccesso di zero (tentato colpo di tacco), il giornalista Luigi Garlando, intervistando Ibrahimovic, fece il paragone fra Leao e Balotelli. Era l'inizio del clima tossico.

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Ibra

L'ossessione anti-Rafa Leao

Da quel momento, su Leao, non è più stato possibile fare un ragionamento tecnico o una discussione scevra da ideologismi. Rafa è diventato, suo malgrado, il casus belli permanente del Milan, il ragazzo che non voleva crescere, il giocatore colpevole di non essere diventato un top player, il problema da risolvere. Illustri opinionisti televisivi e social hanno iniziato una battaglia ad personam contro di lui. Ogni mancata vittoria del Milan si è trasformata in un referendum pro o contro Leao.

Leao
PERTH, AUSTRALIA - AUGUST 01: Rafael Leao of AC Milan looks on during an AC Milan Training at Sam Kerr Football Centre on August 01, 2026 in Perth, Australia. (Photo by Giuseppe Cottini/AC Milan via Getty Images)

In questo clima, chi avrebbe potuto resistere? Rafa Leao non è mai stato un leader. Non aveva il carattere per esserlo e non c'era nulla di male in tutto questo. Fuoriclasse assoluti della storia del Milan e del calcio come Dejan Savicevic e Roberto Baggio non hanno mai avuto il piglio del leader. E non è infrequente che i grandi giocatori, spesso, siano un po' immaturi, finanche fragili nel loro approccio al mondo.

Rafa Leao non è stato rispettato nel suo modo di essere

Rafa Leao voleva solo giocare a pallone con la naturalezza che lo connotava, prendendo palla e saltando tutti, sorridendo al mondo. E invece, qualche allenatore illuminato si è inventato il concetto della zona di comfort a sinistra, come se dare il meglio di sé in quella posizione fosse un'onta della quale vergognarsi e non invece un plusvalore da sfruttare.

La storia del calcio è piena di giocatori che hanno impostato la loro carriera in un'unica posizione di campo, basti pensare a Cristiano Ronaldo, a Robben e a Ronaldinho. Su Leao però questo non si poteva accettare. Il fatto che dalla fascia sinistra fosse una freccia meravigliosa che saltava gli avversari come birilli, era diventato un problema che, volgarmente, veniva definito "zona di comfort".

FC Internazionale v AC Milan - Italian Super Cup Final
RIYADH, SAUDI ARABIA - JANUARY 06: Rafael Leao of AC Milan celebrates victory while wearing his winners medal following the Italian Super Cup Final between FC Internazionale and AC Milan at Kingdom Arena on January 06, 2025 in Riyadh, Saudi Arabia. (Photo by Yasser Bakhsh/Getty Images)

Le dichiarazioni di maggio nascono dal clima degli ultimi 3 anni

E così, dopo 3 anni di ossessione anti-Leao, qualcuno ha avuto il pudore di sorprendersi se il ragazzo, sbagliando, ha rilasciato quelle famose dichiarazioni del maggio scorso, spiegando che voleva provare un'altra esperienza. Parole fuori luogo, certamente, ma figlie di un contesto che avrebbe destabilizzato chiunque. Perché il clima tossico, prima o poi, distrugge le persone.

Vale per Leao, come per chiunque indossi la maglia del Milan in futuro. I giocatori vanno sostenuti, incoraggiati, a volte anche coccolati. Le critiche ci stanno sempre, ma se diventano polemiche vuote, ossessioni senza fine, non danno alcun contributo produttivo. Alimentano soltanto la tossicità ed il veleno.

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