Saper vincere per sé stessi, rispettando l'avversario: questo è il più grande insegnamento del Presidente Silvio Berlusconi
Oggi sono esattamente tre anni senza Silvio Berlusconi, quello che per tutti è ancora il “Presidente del Milan”, l’uomo che ci ha consentito di sognare e di raggiungere vette ineguagliabili. Personalmente questa ricorrenza mi segna nel profondo. Ricordo ancora perfettamente dove mi trovavo e cosa stavo facendo il 12 giugno di tre anni fa quando un messaggio mi annunciò una notizia che era nell’aria, ma che mi colse impreparato.
Ricordo la sensazione di vuoto da cui fui assalito, perché Silvio Berlusconi, per me, non è stato soltanto colui che ha consentito al mio Milan di vincere tutto e di diventare una delle squadre più titolate al mondo. Berlusconi – per me – è stato un maestro di vita, di idee, di sogni e di rispetto. Proprio quel rispetto che lui esigeva verso gli avversari, che da ragazzino non capivo e poi da uomo ho compreso ed ammirato nella sua essenza più profonda.
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Saper vincere, rispettando sempre l'avversario: il più grande insegnamento di Berlusconi
Nella vita non è importante vincere. Bisogna, soprattutto, saper vincere, vivere la gioia di un successo per sé stessi e mai contro gli altri. Avere obiettivi alti, per mettere alla prova sé stessi, non certo per un senso d’invidia verso chi è più bravo. Manca, manca tantissimo il Presidente. Manca la sua voglia di innovare, di scoprire cose nuove, di discutere di calcio con tutti, dal capo di stato fino all’uomo della strada.
La nostalgia è un sentimento delicato. A volte fa piangere, a volte fa gioire. Fa piangere perché sai, dentro di te, che certe cose non torneranno più. Fa gioire, invece, perché nel cuore alberga l’orgoglio, e il grande privilegio, di aver vissuto certi momenti, certe vittorie, la sensazione meravigliosa di avere una squadra perfetta. Noi, quel Milan, perfetti, non lo siamo mai stati, ma siamo stati straordinari nella nostra imperfezione.
Il "giuoco" (rigorosamente con la u), le due punte, la difesa a quattro, lo stile, le cravatte, i sorrisi, l’ottimismo, la voglia di sognare sempre. Ci sono cose che non tornano più ma che è stato bellissimo vivere. Non muore mai davvero chi rimane nel cuore delle persone. Un abbraccio caro e indimenticabile Presidente. Un abbraccio sincero, ovunque tu sia.
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