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di Franco Ordine -
Preoccupato per i tanti commenti letti subito dopo Roma-Milan, sono andato angosciato a rileggermi il regolamento del calcio per capire se ci fosse stato nel frattempo qualche cambiamento. Per fortuna mia e non soltanto mia ma di tutti i sacerdoti del regolamento, ho trovato conferma a una mia certezza. E cioè è espressamente prescritto che le partite di calcio non possono e non devono durare 45 minuti ma due tempi da 45 minuti ciascuno.
E quindi se taluni giudizi si fermano all’intervallo, allora c’è un “buco” di 45 minuti da colmare. E per colmarlo in modo autorevole basta citare un dato statistico e una dichiarazione di Gasp, tecnico della Roma. Il dato statistico è il seguente: durante tutto il secondo tempo, l’unico tiro in porta effettuato dalla Roma è stato il rigore calciato da Pellegrini.
La frase di Gasp è stata poi la seguente: “Per come si era messa la partita, il pareggio è un risultato da salutare felicemente perché fare gol al Milan non è una cosa semplice!”. Ultime 3 annotazioni collegate a Roma-Milan: 1) settimo rigore contro fischiato in 22 partite; 2) mai visto ammonire per ritardato calcio di punizione: è successo a Modric; 3) mani addosso a Maignan. Le ultime due sono altrettante “perle” dell’arbitro Colombo spesso considerato dai media una sorta di venerabile del fischietto!
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