Fullkrug incarna ciò che mancava al Milan: carattere, presenza fisica e fame agonistica. Il goal è il premio ad una tenacia fuori dal comune.
Ora ne abbiamo la conferma: Niclas Fullkrug è il centravanti di cui il Milan aveva bisogno in questa fase della stagione. Qualcuno dirà che è facile sostenerlo ora, dopo il gol vittoria contro il Lecce a San Siro, arrivato in un momento di evidente apnea offensiva per i rossoneri. In realtà no: quel goal non cambia il giudizio, perché qui non si parla di qualità tecniche, certamente importanti e finora mancanti nel reparto offensivo del Milan, ma di qualità morali e temperamentali.
Iscriviti al canale Whatsapp di Milanistichannel per leggere in anteprima tutte le notizie sul Milan. Entra a far parte di una famiglia rossonera.
Niclas Fullkrug è fatto di una pasta differente
—
Dopo l'annuncio dell'infortunio a un dito del piede, avvenuto il 13 gennaio, in molti si interrogavano sulle tempistiche di recupero. Tra le ipotesi, la più ottimistica parlava di un rientro ad inizio febbraio, in vista di Bologna-Milan. Invece il panzer tedesco ha sorpreso tutti: si è allenato già all'indomani dell’infortunio ed è sceso in campo il 15 gennaio in Como-Milan.
Pochi giorni dopo, in Milan-Lecce, non solo è tornato in campo, ma è entrato a suo modo nella storia del club: è il primo giocatore del Milan a segnare il suo primo goal in rossonero proprio contro il Lecce a San Siro. Una statistica forse marginale, ma pur sempre un frammento di storia scritto in una fredda serata di gennaio.
La voglia di esserci, una ferocia agonistica evidente e una presenza fisica dominante al centro dell'area di rigore sono caratteristiche che, fino a oggi, non erano presenti in rosa. Se l'ultima è un dato oggettivo, è presente o meno nelle caratteristiche di un centravanti, le prime due dovrebbero costituire la base su cui costruire una carriera, soprattutto per un attaccante.
Doti che sono mancate al lungodegente Santiago Gimenez, il quale in questo suo anno al Milan non è riuscito a emergere. Ma l'aspetto più grave è un altro: non ha mai mostrato quelle qualità essenziali che definiscono un grande centravanti. Anche quando disponibile, sembrava limitarsi al compitino, risultando il più delle volte inefficace, se non addirittura deleterio. Del resto, come detto, certe caratteristiche fanno parte del bagaglio personale: o le possiedi o no. In quello di Santiago non ci sono, mentre in quello di Niclas, invece, sono presenti in modo evidente e imponente.
Il Milan non aveva bisogno di un altro attaccante: aveva bisogno di qualcuno che non avesse paura di esserlo.