La partita che mette definitivamente fine a ogni velleità di vetta per il Milan è la stessa che ora mette seriamente a rischio anche la qualificazione in Champions League.
Milan incompleto
Milan allo sbando a San Siro: il buio è totale

Lo 0-3 di San Siro contro l'Udinese fotografa in modo impietoso tutti i limiti della squadra, condensati in una sola, amarissima serata. Perdere può capitare. Farlo in questo modo, no. Questo sabato 11 aprile lascia i rossoneri davanti a un bivio chiaro: reagire o sprofondare.

MILAN, ITALY - APRIL 11: Christian Pulisic of AC Milan reacts during the Serie A match between AC Milan and Udinese Calcio at Giuseppe Meazza Stadium on April 11, 2026 in Milan, Italy. (Photo by Francesco Scaccianoce/AC Milan via Getty Images)
Buttare una stagione come questa 2025/2026 sarebbe un errore grave, quasi irreparabile dal punto di vista sportivo. Passare dalla possibilità di lottare per lo Scudetto al rischio concreto di restare fuori dalla Champions League rappresenta un ridimensionamento difficile da accettare.
La prossima sfida, contro il Verona, assume così un valore che va ben oltre i tre punti.
Milan-Udinese ha consegnato la peggior prestazione stagionale proprio nel giorno del ritorno al 4-3-3. Un segnale che apre più di una riflessione: o non ci sono gli uomini adatti, oppure non sono nelle condizioni per sostenere un sistema che richiede intensità e precisione costanti.
Milan, crollo shock a San Siro: emerge il problema dell'attacco

Tra le note più negative, oltre al risultato, ci sono anche i fischi indirizzati a Rafael Leao al momento della sostituzione. Il portoghese, apparso fisicamente in crescita dopo mesi complicati, ha però pesantemente inciso in negativo con l'errore sotto porta nel primo tempo su assist di Christian Pulisic.
Al di là del singolo episodio, resta una sensazione chiara: vedere Leao come riferimento centrale nel 4-3-3 appare una soluzione forzata. Ma con Santiago Gimenez ancora lontano dalla migliore condizione e Niclas Fullkrug mai realmente convincente, le alternative sono limitate.
Ed è proprio qui che emerge il problema più profondo: l'assenza di un vero centravanti.
Da quando Olivier Giroud ha lasciato il Milan, i rossoneri non hanno più trovato un attaccante capace di reggere da solo il peso del reparto, sia dal punto di vista tecnico che caratteriale.
Si può cambiare modulo, si possono alternare gli uomini, si può anche trovare qualche alibi. Ma senza un centravanti vero, questo Milan resta incompleto. E finché questa lacuna non verrà colmata, ogni ambizione resterà sospesa tra ciò che poteva essere e ciò che, probabilmente, non sarà.
Alla fine, il calcio è semplice: chi segna vince. E oggi il Milan non ha nessuno a cui affidarsi davvero nei momenti che contano.
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