Il Milan spende risorse proprie, lo fa dopo anni di gestione virtuosa e con un rischio calcolato relativamente al rispetto del FPF
Da un po’ di tempo, fra tifosi e addetti ai lavori, si continuano a porre delle osservazioni inappropriate sul Milan. Orbene, vi sono alcuni punti fondamentali che è opportuno tenere in considerazione relativamente al mercato condotto dal club rossonero in questa particolare sessione estiva.
Sono tre le domande che meritano una risposta accurata. Perché il Milan sta spendendo tanti soldi? Il proprietario del club, Gerry Cardinale, sarà costretto a varare un nuovo aumento di capitale per sostenere le spese relative agli ultimi acquisti? Il Milan può spendere tutti questi soldi senza violare il FPF? Andiamo con ordine.
Milan: bilancio sano e patrimonio netto ampiamente positivo
Il Milan sta spendendo tanti soldi perché è reduce da una gestione societaria altamente virtuosa che dura dal periodo antecedente al COVID. Il club rossonero si è risanato portando il rapporto costi/ricavi al 65%,rispettando pienamente il limite massimo del 70% imposto dalle norme UEFA sulla sostenibilità finanziaria (Squad Cost Rule). Nell’ultimo triennio, peraltro, il Milan ha chiuso il bilancio sempre in utile.Sulla base dell’ultimo bilancio disponibile, inoltre, il club di Via Aldo Rossi ha un patrimonio netto positivo per circa 200 milioni di euro (199,4). Ciò consente a Gerry Cardinale di poter investire nel rafforzamento della squadra risorse che sono già presenti nel bilancio. Può darsi che, in un prossimo futuro, ci sarà un aumento di capitale, ma non è un atto conseguenziale rispetto all’andamento dell’estate 2026.
Il tema del FPF
Il Milan è appena uscito dal Settlement Agreement con l’UEFA in ragione di una gestione altamente virtuosa che è stata riconosciuta pienamente dall'organo di controllo di Nyon. Nel futuro prossimo, per rispettare i parametri del FPF, il club rossonero non dovrà produrre passivi di bilancio superiori ad un aggregato di - 60 milioni di euro in tre anni.Questo significa che, qualora il Milan chiudesse, ad esempio, questo esercizio di bilancio a – 80 milioni, sarebbe sufficiente condurre i mercati delle prossime due estati a saldo zero. In sostanza si tratterebbe di fare mercato coi soldi della Champions League (come avveniva negli anni precedenti) per rientrare nei parametri del FPF o per sforarli leggermente, cosa che comporterebbe, al massimo, una multa.
Il caso Juve: un assist per Gerry Cardinale
E qui arriviamo al terzo punto. C'è un caso particolare da analizzare che sicuramente non è sfuggito agli occhi attenti di Gerry Cardinale. La Juventus, quest’anno, è stata costretta a stipulare un SA (Settlement Agreement) con l’UEFA avendo sforato i parametri del FPF nel triennio precedente con un aggregato di perdite vicine ai 400 milioni di euro (380 mln per la precisione).In virtù di una violazione di queste proporzioni, la sanzione per la Juventus è stata soltanto una multa di 20 milioni di euro totali, dei quali 6 incondizionati (pagati subito) e 14 condizionati al mancato raggiungimento di target intermedi fissati da Nyon.
Dinanzi a queste sanzioni, il ragionamento di Gerry Cardinale sarà stato semplice e conseguenziale. Il proprietario del club rossonero ha deciso di accettare il rischio di sforare, in futuro, i parametri del FPF e sta investendo le risorse che il club ha già nel bilancio, al fine di rafforzare pesantemente la squadra.
Infatti, se per un aggregato di perdite ammontante a -380 mln in 3 anni, la Juventus ha preso una multa massima di 20 milioni di euro, il Milan rischia, eventualmente, una sanzione nettamente minore, atteso che in ragione del rapporto costi/ricavi, l'equilibrio di bilancio è garantito. Il gioco, quindi, vale decisamente la candela.
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Un parallelo col passato del Milan
Il Milan, oggettivamente, senza i giusti innesti in grado di rafforzare la squadra, rischiava di rimanere non competitiva a lungo dopo due stagioni fuori dalla Champions League. Galleggiare avrebbe potuto significare rischiare di perdere lo slot.
In passato lo storico Presidente rossonero Silvio Berlusconi ebbe l'intuizione di rilanciare investendo nel 2001 (la famosa estate degli arrivi di Filippo Inzaghi e di Manuel Rui Costa), ma non ebbe la forza economica per farlo nel 2013 e nel 2014. Fu quello l'inizio dell'epoca che i tifosi rossoneri, nel linguaggio comune, definiscono "bater era".
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