Dieci mesi fa il Milan chiuse il campionato con il misero bottino di 63 punti, battendo il Monza - retrocesso - a San Siro. Ieri sera la squadra rossonera ha raggiunto quota 63 punti in campionato dopo 30 partite. La media punti è passata da 1,65 a 2,1. Sembra passato molto tempo, eppure non è trascorso nemmeno un anno. Oggi le prospettive rossonere sono decisamente diverse.
Il 4-3-3 una buona soluzione
Milan: la necessità di implementare un piano alternativo contro le piccole

Con la vittoria sul Torino, infatti, il Milan si è portato ad una distanza di sicurezza sul quinto posto - complice il pari interno della Juventus contro il Sassuolo - ed ha allungato sul Napoli, mantenendo una lunghezza di vantaggio sui partenopei terzi in classifica. Mancano quattro vittore (12 punti) per blindare la qualificazione alla Champions League, il grande obiettivo dichiarato sin dall'inizio della stagione.

L'ennesima conferma: contro le piccole al Milan serve un piano alternativo al 3-5-2
—Non è tutto rosa e fiori ovviamente. Il primo tempo di ieri sera è stato quasi deprimente perché il Milan ha prodotto soltanto due conclusioni nello specchio della porta del Torino, entrambe su due tiri da fuori area. Nella ripresa però la squadra di Massimiliano Allegriha cambiato ritmo, complice anche l'ingresso di Athekame ed il conseguente cambio di modulo. Dal 5-3-2 stantio del primo tempo, si è passati ad un 4-3-3 molto più razionale e funzionale.

Questo è esattamente il tema del futuro prossimo del Milan. L'idea di gioco rossonera non può rimanere immutata perché questo campionato ha dimostrato che, contro le squadre che si difendono, si deve avere un piano alternativo al 3-5-2 che, di contro, appare molto appropriato nelle partite contro squadre importanti. Per attaccare i blocchi bassi invece serve un sistema di gioco che valorizzi il possesso e che sfrutti appieno l'ampiezza del campo.
Massimiliano Allegri può e deve provare ad implementare questo sistema di gioco alternativo. Il 4-3-3 di ieri sera appare una soluzione adeguata. Non è un problema di fare spettacolo o di bel gioco, bensì un tema strettamente di campo. Contro le squadre che si difendono con undici giocatori dietro la linea della palla, l'unica soluzione logica è quella di rendere la squadra più offensiva, senza rinunciare all'equilibrio. Una sfida affascinante, soprattutto in vista della prossima stagione.
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