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Si continua a ripetere, fra i tifosi del Milan, che questa squadra ha perso tanti punti in campionato perché mancano i leader. Ci sarebbero soltanto tre veri leader: Mike Maignan, Adrien Rabiot e Luka Modric. Si tratta di un'opinione legittima e rispettabile, ma che non mi trova d'accordo.
O meglio, anch'io sono del parere che, se parliamo solo di leadership, i giocatori dotati di carisma sopra la media siano quei tre sopracitati. Non concordo, invece, sul nesso conseguenziale fra una presunta carenza di leadership e le tante battute a vuoto del Milan contro le squadre piccole di questo campionato.
A mio modo di vedere il Milan ha tre giocatori di grande leadership in campo esattamente come l'Inter che ha Akanji, Zielinsky e Lautaro Martinez . Il Napoli - la terza forza del campionato - ha due giocatori di grande carisma che sono Lobotka e McTominay. E dunque, se le proporzioni numeriche sono queste, come si può dire che il problema, in casa Milan, è la presenza di pochi leader?
Trattati di pregiudizio confezionato ad arte, comodo da usare in assenza di argomentazioni maggiormente valide e pregnanti. Per battere Pisa, Genoa, Cremonese e Parma non servono altri leader, bensì una crescita della mentalità del gruppo e dell'idea di gioco.
Troppo comodo nascondersi dietro ciò che manca o che mancherebbe. Il Milan di questa stagione è una squadra a proprio agio quando può agire in transizione. Fatica tantissimo invece contro i blocchi bassi, quando gli spazi sono chiusi. Magari, in estate, si potrà aggiungere un altro leader a Modric, Rabiot e Maignan, ma per alzare il livello il Milan dovrà per forza agire sui propri difetti strutturali.
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