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Il Milan non è ancora una squadra da scudetto: vediamo per quali ragioni

mbambara
mbambara Vice direttore 
Il Milan ha pochi giocatori adatti a un calcio intenso. Tale limite rende la squadra di Allegri non da corsa per la lotta al titolo
00:57 min

Massimiliano Allegri,in Italia, ha vinto 6 scudetti con Milan e Juventus e non si è mai nascosto nelle dichiarazioni quando allenava queste squadre. Se oggi il tecnico toscano continua a parlare di lotta per i primi quattro posti, eludendo le domande sulla corsa scudetto della sua squadra, la ragione sta tutta nella gara di ieri sera. Una partita che va saputa analizzare e, soprattutto, pesare.

Il solito ritornello degli esteti talebani del pallone continua a ripetere a menadito che il Milan è stato surclassato dalla Roma. La squadra di Gaseprini, nel primo tempo, ha infatti tenuto il Milan chiuso nella propria area di rigore, senza mai avvicinarsi alla porta di Svilar. Il rischio di subire gol, per i rossoneri, è stato molto alto. Per gli esteti talebani, però, si analizza il gioco senza analizzare, contestualmente, le ragioni di determinate situazioni di gioco. 

L'analisi risulta così miope, poco realistica e troppo legata alle simpatie personali. Il tema è un altro e può essere riassunto in una domanda che è opportuno porsi: perché il Milan di Allegri, quando incontra una squadra che alza i ritmi della pressione, va quasi sempre in grande difficoltà?

Il difetto della rosa del Milan: pochi giocatori adatti ad un calcio intenso

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La risposta è semplice: il Milan è una squadra che ha qualità mediamente alte nel palleggio e nella pulizia della giocata. Queste qualità riesce ad esprimerle al meglio quando i ritmi della partita sono bassi. Sotto pressione, invece, la squadra rossonera tende a perdere distanze, ordine e, in conseguenza, efficacia qualitativa delle trasmissioni della palla. Ci sono pochi giocatori nel Milan che sono adatti ad un calcio fatto di tanta intensità.

C'è, in sostanza, un difetto strutturale che riguarda la rosa del Milan, un difetto sul quale la società rossonera dovrà intervenire nella prossima sessione estiva di mercato. Ad oggi la squadra di Massimiliano Allegri non è da corsa per il titolo perché è troppo pressabile e questo non gli consente di determinare a piacimento i ritmi delle partite. Conquistare il posto Champions League, con annessi benefit economici, è un approdo fondamentale per poter pensare di migliorare la rosa fra qualche mese.

Per qualcuno è certamente più comodo tacciare Massimiliano Allegri come profeta del non gioco. La realtà è diversa. Allegri finora ha normalizzato il Milan sfruttandone le qualità e attutendone i difetti. Non può però rendere da scudetto una squadra alla quale, per esserlo, mancano almeno 3 titolari di alto livello.

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