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Arbitro protagonista

Andrea Colombo: quando l’arbitro diventa protagonista

Gaetano de Santis
Gaetano de Santis Redattore 
Rigore corretto per la Roma, ma la gestione complessiva di Colombo lascia dubbi su cartellini e rapporto con i giocatori del Milan.
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Roma-Milan verrà ricordata per il prezioso pareggio conquistato all’Olimpico, ma anche per una gestione arbitrale che, in alcuni frangenti, è parsa sfuggire di mano al direttore di gara, Andrea Colombo. Il presupposto da cui partire, per sgomberare il campo da qualsiasi illazione priva di fondamento, è chiaro: il rigore concesso alla Roma per il tocco di mano di Davide Bartesaghi è corretto. Episodio evidente, seppur sfortunato nella dinamica.

ROME, ITALY - JANUARY 25: Davide Bartesaghi of AC Milan in action during the Serie A match between AS Roma and AC Milan at Stadio Olimpico on January 25, 2026 in Rome, Italy. (Photo by Claudio Villa/AC Milan via Getty Images)

Chiarito questo aspetto fondamentale, così da rendere l'analisi il più possibile pulita e priva di retropensieri, resta però necessario soffermarsi sulla conduzione complessiva della gara da parte dell'arbitro comasco. Una partita complicata già sulla carta, confermatasi tale anche sul campo, che ha lasciato più di un dubbio nel modo di rapportarsi ai calciatori.

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Gli episodi di Roma-Milan: rigore sì, ma gestione discutibile

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Le perplessità non riguardano i macro episodi. Non il rigore assegnato, né la mancata concessione di un secondo penalty ai giallorossi per un tocco di mano di Pulisic, correttamente giudicato non punibile per motivazioni opposte rispetto a quello di Bartesaghi. Ciò che lascia perplessi è piuttosto la gestione generale dell'incontro, in particolare l'uso qei cartellini e il rapporto con i giocatori in campo.

ROME, ITALY - JANUARY 25: Luka Modric of AC Milan in action during the Serie A match between AS Roma and AC Milan at Stadio Olimpico on January 25, 2026 in Rome, Italy. (Photo by Claudio Villa/AC Milan via Getty Images)

L'atteggiamento mostrato da Colombo nei confronti di Rabiot, Modric e Maignan in occasione del calcio di rigore è apparso eccessivamente rigido, se non ai limiti. Tutti e tre i giocatori del Milan sono stati duramente redarguiti e ammoniti per atteggiamenti tutt'altro che anomali. Rabiot è stato protagonista di un faccia a faccia proprio con l'arbitro che ha portato al cartellino giallo. Invece Luka Modric è stato ammonito dopo aver subito una spinta alle spalle da Robinho Vaz, con il croato visibilmente incredulo per la sanzione.

Il caso del rigore di Maignan: ammonizione e routine interrotta

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Il rigore merita una parentesi a parte. Mike Maignan è solito adottare una routine particolare prima dei tiri dal dischetto: fastidiosa per l'avversario, senza dubbio, ma non contraria al regolamento. L'unico obbligo imposto al portiere è quello di mantenere almeno un piede sulla linea di porta al momento della battuta, pena la ripetizione del rigore in caso di parata.

Questa norma è stata introdotta dopo una partita rimasta nella memoria collettiva rossonera. Il celebre Milan-Liverpool 3-3, con Dudek protagonista durante la lotteria dei rigori con parate partendo ben oltre la linea di porta. Da quel momento in poi venne introdotta proprio la regola della linea di porta, al fine di rendere partetico il rapporto tra chi calcia e chi para un rigore.

Alla luce di ciò, risulta difficile comprendere perché Colombo abbia più volte richiamato e infine ammonito Maignan prima dell'esecuzione del rigore. L'accusa fatta all'estremo difensore del Milan è quella di una condotta non conforme al regolamento. Una decisione quantomeno anomala.

I precedenti di Andrea Colombo con il Milan

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Analizzando i precedenti tra Colombo e il Milan in Serie A, emerge un quadro tutt'altro che positivo. Prima della gara dell'Olimpico, l'arbitro comasco aveva diretto i rossoneri tre volte in campionato. Nei tre precedenti in Serie A il Milan era uscito sempre sconfitto.

Due di queste risalgono alla stagione 2023/2024. Il 4-2 subito a Monza, con la discussa espulsione di Luka Jovic e il derby perso 2-1, segnato dai cartellini rossi a Davide Calabria e Theo Hernandez. Il terzo precedente è la sconfitta per 0-2 contro il Napoli a San Siro nella scorsa stagione.

L'ultimo precedente in assoluto, però, sorride ai rossoneri: la semifinale di Supercoppa Italiana 2025, vinta 1-2 in rimonta contro la Juventus, prima del successo sempre in rimonta in finale sull'Inter per 2-3.

Il precedente del Milan Primavera: Maldini, Colombo e l'inibizione

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Esiste poi un precedente ancora più delicato, relativo al Milan Primavera, ossia Milan-Chievo della stagione 2018/2019. Quella gara viene ricordata per una violenta lite a fine partita che portò alla squalifica di Andrea Conti, aggregato eccenzionalmente alla Primavera, e all’inibizione di Paolo Maldini.

In quella circostanza, il Milan accusò apertamente Colombo di un atteggiamento denigratorio e offensivo nei confronti di alcuni tesserati. Nel ricorso presentato dal club si parlò esplicitamente di comportamenti inopportuni, derisori e provocatori, con episodi dettagliatamente circostanziati. In particolare si fece riferimento specifico alla presa in giro nei confronti di un giovane calciatore per l'apparecchio dentale. Oltre a queso episodio, si fece riferimento anche alle offese rivolte a Daniel Maldini.

MILAN, ITALY - MAY 16: Paolo Maldini of AC Milan arrives before the UEFA Champions League semi-final second leg match between FC Internazionale and AC Milan at Stadio Giuseppe Meazza on May 16, 2023 in Milan, Italy. (Photo by Claudio Villa/AC Milan via Getty Images)

La Corte d’Appello Federale intervenne sulla vicenda, ribaltando le decisioni iniziali. L'inibizione a Paolo Maldini fu revocata, mentre Andrea Colombo venne fermato per due mesi. Le motivazioni in merito furono dettagliate e perentorie: "Frasi inopportune dal contenuto denigratorio e provocatorio in particolare nei confronti dei calciatori Alessandro Sala, Daniel Maldini, RIccardo Tonini, Frak Cedric Tsadjout e Marco Romano Frigerio”.

Insomma un rapporto decisamente sfortunato quello tra Colombo e il Milan.