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Analisi a fondo

Il Milan ha qualità e limiti, ma la media punti è in linea con l’obiettivo

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Il pari di Firenze ha scatenato discussioni. Il Milan comunque è in perfetta media Champions. I limiti ci sono ma le qualità non mancano.
mbambara
mbambara Vice direttore 

Massimiliano Allegri era stato abbastanza categorico qualche giorno fa. Ci sono due squadre più forti del Milan e sono l'Inter ed il Napoli. Non è soltanto una semplice questione di rose, che sono comunque maggiormente strutturate e profonde rispetto a quella rossonera.

Milan Napoli

L'Inter, infatti, è reduce da 4 anni di lavoro con lo stesso allenatore, un lavoro che Chivu non ha toccato, limitandosi a migliore alcuni aspetti. Il Napoli viene da due scudetti in tre anni e da un anno e mezzo di lavoro con un allenatore perfezionista come Antonio Conte.

Normale, pertanto, che queste due squadre siano davanti al Milan come forza, come step di crescita e come efficienza del collettivo. Nel calcio non s'improvvisa niente e dietro i risultati di lungo periodo c'è sempre tantissimo lavoro e sacrificio.

Milan programma Supercoppa

Qualità del Milan

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La lettura del pareggio di Firenze, il secondo consecutivo dopo il pari interno del Milan contro il Genoa, non deve quindi essere condizionata dal distacco attuale del Milan rispetto al primo posto. L'analisi deve essere sempre complessiva, severa ma di lungo periodo.

Nel Milan di questa stagione ci sono valori e qualità. C'è spirito di gruppo. La striscia di 18 partite consecutive senza perdere non è un caso. La squadra ha orgoglio e marcia sempre unita e compatta, anche dopo qualche episodio non fortunato.

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Nessuna squadra in Serie A ha quattro attaccanti forti come l'attuale quartetto rossonero. Pulisic, Rafael Leao, Fullkrug e Nkunku sono un pacchetto di attaccanti di grandissimo valore, tutti con caratteristiche diverse e complementari fra loro.

Limiti dell'organico

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In questo Milan, tuttavia, ci sono anche limiti strutturali, alcuni figli di qualche scelta non felice sul mercato, altri conseguenza di infortuni e momenti di forma non eccezionali di alcuni singoli. Ci sono stati gli imprevisti, come l'infortunio di Jashari ad agosto, che hanno costretto Allegri ad implementare un certo tipo di centrocampo in cui, ad oggi, il belga è alternativo a Modric.

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L'esperimento di Firenze - con il doppio play - è una traccia per il futuro, un futuro nel quale il Milan dovrà avere almeno un centrocampista in grado di portare gol. E in assenza del contributo realizzativo di Fofana e Loftus Cheek, l'unica soluzione credibile pare esser quella di cambiare la funzione di Rabiot, portandolo da equilibratore ad assaltatore. Una mutazione importante che però richiede tempo, pazienza e magari qualche battuta a vuoto.

Servirebbe anche una mano dal mercato. In attacco c'è già stata, in difesa ancora no

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Massimiliano Allegri, in estate, avrebbe gradito un difensore d'esperienza che, purtroppo, non è arrivato. I profili individuati erano di valore, ma qualcosa non ha quadrato a fine agosto e così l'attuale difesa ha trovato stabilità se difende bassa ma palesa limiti se deve alzarsi o se deve uscire sugli avversari coi tempi giusti.

difesa a 3

Anche il centravanti di peso, abile a giocare spalle alla porta, è arrivato con sei mesi di ritardo. E questo consente al tecnico soltanto adesso di poter valutare un piano B nell'uscita del pallone dalla fase difensiva. Alzare la palla, scavalcando il centrocampo, per essere meno pressabili sulla pressione degli avversari.

C'è poi un'ultima considerazione da fare. Inevitabile. Tolto Maignan, nel Milan ci sono altri 6 giocatori fondamentali. Si tratta di Gabbia, Modric, Rabiot, Saelemaekers, Pulisic e Rafael Leao. Ad oggi, per ragioni atletiche, nessuno di loro è in buone condizioni fisiche. E questo, senza dubbio, incide nel rendimento della squadra rossonera che, nonostante questo, è in perfetta media per qualificarsi alla Champions.

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