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Protocollo confuso

Milan-Parma, due falli e una revisione assurda: così il VAR tradisce il calcio

Gaetano de Santis
Gaetano de Santis Redattore 
In Milan-Parma il VAR interviene senza chiaro errore, ignorando due falli e mostrando un protocollo incoerente e applicato senza uniformità.
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In Milan-Parma è arrivata un'ulteriore dimostrazione di quanto il protocollo VAR sia diventato farraginoso e, soprattutto, incoerente nella sua applicazione.

MILAN, ITALY - FEBRUARY 18: Cesc Fabregas, Head Coach of Como 1907, reacts during the Serie A match between AC Milan and Como 1907 at Giuseppe Meazza Stadium on February 18, 2026 in Milan, Italy. (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Dopo una settimana segnata da episodi discussi, dalla simulazione di Bastoni che ha portato all'espulsione di Kalulu, alla trattenuta di Cesc Fabregas su Saelemaekers con conseguente espulsione di Massimiliano Allegri per essere uscito dall’area tecnica, il caso dell'80° minuto di Milan-Parma ha chiuso il cerchio.

Il direttore di gara Marco Piccinini aveva inizialmente annullato la rete di Trolio per ostruzione su Mike Maignan, una decisione coerente con la propria percezione diretta dell'azione.

Milan-Parma e l'intervento del VAR: un intervento inopportuno

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Successivamente, però, il VAR ha richiamato l'arbitro all'on field review, ritenendo regolare il contatto sul portiere e non soffermandosi in modo altrettanto evidente sul possibile fallo dello stesso Trolio su Davide Bartesaghi. Dopo una revisione prolungata, la decisione finale è stata comunque quella di annullare la rete.

MILAN, ITALY - FEBRUARY 22: Rafael Leao of AC Milan reacts during the Serie A match between AC Milan and Parma Calcio 1913 at Giuseppe Meazza Stadium on February 22, 2026 in Milan, Italy. (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Ed è qui che emerge il nodo tecnico. Il protocollo prevede l'intervento del VAR esclusivamente in presenza di un "chiaro ed evidente errore". In questo caso l'arbitro aveva visto l'azione e l'aveva interpretata in campo. Il semplice fatto che si trattasse di una valutazione soggettiva rende quantomeno discutibile il richiamo al monitor.

Chiarito che, per protocollo, il VAR non avrebbe dovuto richiamare l'arbitro all'on field review in assenza di un chiaro ed evidente errore, va aggiunto un ulteriore elemento: nell'azione del goal del Parma i falli sono due, non uno.

Il primo riguarda l'ostruzione su Mike Maignan. Valenti si disinteressa del pallone e si colloca sulla traiettoria del portiere, interferendone la progressione. Il riferimento regolamentare è l’Articolo 12, che definisce il concetto di ostruzione: "Ostacolare la progressione di un avversario significa spostarsi sulla traiettoria dell'avversario per ostruirlo, bloccarlo, farlo rallentare o costringerlo a un cambio di direzione quando il pallone non è a distanza di gioco per nessuno dei due calciatori".

Il secondo episodio è contestuale all’azione principale: Trolio appoggia entrambe le mani sulle spalle di Davide Bartesaghi, impedendogli letteralmente di saltare. Anche questo è un contatto che può e deve essere valutato come irregolare, in quanto altera la possibilità di intervento del difensore.

Pertanto al di là dell'interpretazione soggettiva, l'azione presenta quindi più elementi di potenziale irregolarità. Ed è proprio questa complessità che rende ancora più delicato e discutibile il ricorso alla revisione. In nessun caso può parlare di chiaro ed evidente errore.

A complicare ulteriormente il quadro, l'episodio del 10° minuto: l'uscita di Edoardo Corvi su Ruben Loftus-Cheek, conclusa con un fallo in attacco fischiato al centrocampista rossonero, nonostante l’impatto violento e le conseguenze fisiche riportate (frattura dell'osso alveolare).

I precedenti: da Gabbia a Pulisic

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Ad inizio stagione, Matteo Gabbia si vide annullare un goal in Lecce-Milan del 29 agosto 2025 per un presunto tocco molto meno invasivo di quello di Trolio su Bartesaghi. Ancora più significativo è stato il goal annullato a Christian Pulisic in Milan-Sassuolo il 14 dicembre 2025. Una decisione storica per certi versi, causata da un contatto quasi impercettibile di Loftus-Cheek poco prima. All’epoca, la decisione sembrava fissare una linea chiara e rigorosa sui contatti in area; Milan-Parma, invece, restituisce un quadro completamente diverso.

Il punto non è il singolo episodio. Il punto è la coerenza e se il metro cambia di settimana in settimana, il problema non è l'errore umano: è il sistema.

Il calcio chiede coerenza, non interpretazioni a geometria variabile. Non è più un episodio isolato, è un segnale che non può essere ignorato.

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