Non servono doppie anime all'interno del club, né schieramenti pro o contro qualcuno: Il bene supremo è solo il Milan

Nelle ultime ore si sono rincorse voci di ogni tipo su presunti litigi, antipatie e possibili dissidi più o meno velati all’interno del Milan. Non è mia intenzione entrare nel merito degli articoli che sono circolati. Il pezzo di oggi vuole, invece, porre una riflessione di carattere generale.

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Casa Rossonera
MILAN, ITALY - APRIL 02: Fans of AC Milan during the coppa Italia Semi Final match between AC Milan and FC Internazionale at Stadio Giuseppe Meazza on April 02, 2025 in Milan, Italy. (Photo by Claudio Villa/AC Milan via Getty Images)

E il Milan?

La domanda sorge spontanea: dove lo mettiamo il Milan in tutto questo? Perché la società rossonera, negli ultimi 10-15 anni, per troppe volte è stata oggetto – o forse ostaggio – di doppie anime al suo interno. E l’esperienza ci insegna che questo tipo di situazioni hanno un unico risultato sicuro: l’indebolimento del Milan, in campo e fuori dal campo.

Il Milan di Silvio Berlusconi, per 25 anni, ha vinto e perso, ma lo ha sempre fatto con una sola voce e con un unico coro. A volte veniva persino accusato di essere una sorta di “Mulino Bianco” ma in quel Milan le parole d’ordine che abbiamo imparato sono due: compattezza e andare avanti sempre.

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MILAN, ITALY - NOVEMBER 20: President FC Milan Silvio Berlusconi (L) and CEO Adriano Galliani attend prior to the Serie A match between AC Milan and FC Internazionale at Stadio Giuseppe Meazza on November 20, 2016 in Milan, Italy. (Photo by Claudio Villa - Inter/FC Internazionale via Getty Images)

Due imperativi: compattezza e andare avanti sempre

La compattezza come valore doveva essere declinata come unità d’intenti fra tutte le componenti del club che potevano anche avere sensibilità o vedute diverse ma che, alla fine, dovevano trovare una sintesi per il bene supremo del Milan.

Andare avanti sempre, invece, era un principio da intendere in senso ampio. Qualsiasi evento negativo, anche la peggior procella sportiva (basti pensare alle luci di Marsiglia o alla ferale notte di Istanbul), non doveva mai diventare ragione valida per non guardare con spirito costruttivo al futuro. Il bene primario del club doveva venire sempre prima di ogni altra cosa.

Oggi se c’è un errore che i tifosi del Milan possono fare è quello di schierarsi pro o contro qualcuno in una ipotetica disputa all’interno del club. I tifosi rossoneri, che vogliono il bene del Milan, possono e devono pretendere soltanto quelle due parole d’ordine che il Milan di Berlusconi dei primi 25 anni ci ha insegnato: compattezza e andare avanti sempre.

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