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La polemica

Leao merita le critiche sul campo: ma non è corretto criticare la sua vita privata

leao allegri
Il numero 10 rossonero merita le critiche, come tutta la squadra dopo una brutta prestazione, ma la vita privata e le passioni di un uomo non si toccano
Giorgio Abbratozzato
Giorgio Abbratozzato

Negli ultimi giorni, dopo la sconfitta del Milan, l'indiziato principale per ricevere tutte le colpe è solo uno. Rafael Leao esce dal campo e riceve una marea di fischi con il punteggio sullo 0-3, e fin qui non ci sarebbe nulla di sbagliato. Nel calcio come in ogni sport, chi paga il biglietto per guardare una manifestazione sportiva è libero di esprimersi come meglio crede senza mancare di rispetto. A San Siro questo è successo: una prestazione sportiva andata male e il pubblico deluso. Il problema reale arriva dopo.

Leao, critiche e fischi giustificati ma le passioni vanno tenute fuori

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Rafael Leao era quel calciatore che saltava gli avversari sempre con il sorriso, forza fisica abbinata a una velocità degna di Usain Bolt. Con la maglia 17 sulla schiena, molto spesso il Milan partiva già sull'uno a zero grazie a un gol o un assist di Rafa. Ala sinistra portoghese, abilissimo nel dribbling e con una velocità fuori dal normale, l'idea di un cambio ruolo stuzzicava molti fin dall'inizio.

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Il paragone con il connazionale dalla maglia 7 veniva naturale: caratteristiche simili, forse con l'eccezione del tiro in porta, dove CR7 sta su un altro pianeta. Quest'anno Allegri ha provato l'esperimento, ma le aspettative non sono state rispettate. La pubalgia si è messa di mezzo e per un atleta non è un problema come gli altri: ti manda in confusione totale perché è spesso ingestibile, difficile da accettare mentalmente. Invece di fermarsi, Rafa è quasi sempre in campo, non si ritrova nel nuovo ruolo, gioca sotto ritmo e viene fischiato. Quando la partita finisce e le luci su Milano si abbassano, inizia l'accanimento. La maggior parte di social, giornali e televisioni non distribuisce le colpe alla squadra, al tecnico o alla società, ma si concentra sul numero 10: va venduto perché fa il trapper, perché va alle sfilate. Leao ha dimostrato più volte il suo amore per questa maglia e attaccarlo per le sue passioni non è solo ingiusto, è intellettualmente disonesto e una mancanza di rispetto. La società moderna è questa: si giudica l'apparenza senza voler capire cosa ci sta dietro.