Oltre 32 anni dopo, il Milan torna a vincere a Cremona. Nel settembre del 1993 la squadra rossonera, all'epoca allenata da Fabio Capello, si impose allo stadio Giovanni Zini di Cremona. Fu uno 0-2 secco, per effetto dei gol di Papin e Marco Simone.
La giusta tenuta nervosa
Un Milan maturo: accetta gli errori e non si fa prendere dalla frenesia

Nei primi 20 minuti di partita quel Milan fu abile a regolare subito i conti, per poi amministrare con saggezza come solo le squadre di Fabio Capello sapevano fare. Ieri lo 0-2 maturato allo Zini è stato identico nel risultato, ma molto diverso nel modo in cui è maturato, con due reti nei minuti finali.

Il Milan di Allegri ha infatti creato molto durante il match, ma è stato poco lucido sotto porta. Rafael Leao, Pulisic e Fullkrug hanno sprecato alcune buone palle gol. La squadra rossonera ha così vinto la gara solo nel finale, sbloccando la partita con una rete realizzata sugli sviluppi di una palla inattiva da Pavlovic.
Poca lucidità, ma la squadra è sempre sul pezzo: il Milan ha una buona tenuta mentale
—Se, da un lato, la scarsa lucidità sotto porta deve preoccupare la squadra rossonera, dall'altro c'è tuttavia da tenere in considerazione la buona tenuta mentale della formazione di Allegri. Il Milan infatti, anche nei momenti più difficili della partita non ha mai sbracato. La testa della squadra è sempre rimasta focalizzata sul match.

In partite del genere è normale farsi prendere dalla frenesia delle giocate. La fretta diventa una compagna di viaggio nelle giocate e nei tentativi. Gli errori rischiano di moltiplicarsi. Il Milan ha dimostrato di avere i nervi saldi. Anche i diffidati in campo (Rabiot, Fofana e Saelemaekers) si sono gestiti con intelligenza, limitando al minimo gli interventi fallosi ma senza tirare indietro la gamba nei contrasti.

Maturità rossonera
—A Cremona, insomma, si è vista una squadra seria e matura. E questa è un'ottima base di partenza per la costruzione di un Milan ancora più forte nella prossima stagione. Il gruppo squadra quest'anno è sano, i giocatori hanno la mentalità giusta e si sacrificano l'uno per l'altro senza lamentarsi. Questo Milan non è una squadra perfetta - anzi è molto lontano dall'esserlo - ma ha fondamenta solide.
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