Milan-Cagliari sarà partita complicata come le altre, ma bisognerà stare vicini alla squadra allo stadio.
Gli sfottò ci stanno, ma la maglia del Milan non si calpesta!
di Franco Ordine -
Riepilogo mirato di un paio di puntate precedenti. Milan-Atalanta: partita segnata dalla contestazione al massimo volume, prima rivolta soltanto a Furlani e poi anche alla squadra nel frattempo travolta dall’Atalanta (0-3) con la differenza non di poco conto che l’intervento successivo di Nkunku dalla panchina ha prodotto una tale ribellione da sfiorare addirittura il clamoroso 3 a 3 (due volte sfiorato il bersaglio grosso, al netto della traversa del francese).
Da San Siro a Genova
Genoa-Milan: assente la Curva Sud per i ben noti precedenti e presenti solo gli esponenti sciolti del tifo rossonero che hanno tifato normalmente senza nemmeno farsi sentire molto. La reazione, matura e orgogliosa, del gruppo squadra è rimasta sotto gli occhi di tutti. Adesso che il Milan si gioca la Champions nella sfida con il Cagliari, che sia presente Cardinale in tribuna o no non cambia, c’è da fare una scelta di fondo: restare dalla parte del Milan e del suo allenatore ripromettendosi di aiutarla negli snodi complicati della serata. Che ci saranno, come è scontato prevedere.
Dal minuto successivo alla fine del campionato, è consentito ogni tipo di protesta e di critica, meritatissime dopo questa stagione ancora una volta scandita da veleni, intreccia e lotte intestine che fanno solo il bene dei rivali.
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