Secondo quanto riportato ieri dalla Gazzetta dello Sport, nel bilancio 2025-2026 il Milan dovrebbe registrare una perdita di esercizio pari a circa 30 milioni di euro. La mancata qualificazione alla Champions League ha inciso in maniera preponderante perché al club rossonero sono venuti a mancare circa 60-70 milioni di euro fra incassi dei premi Champions e mancati ricavi al botteghino.
Nel 2025-26 ci sarà una perdita di 30 milioni
L’impossibilità di derogare dal principio della sostenibilità del bilancio


L'importanza dei ricavi della Champions League
—Ciò, inevitabilmente, ispira una duplice riflessione. In primis è opportuno mettere in chiaro come le grandi squadre della Serie A non possano fare a meno dei ricavi della Champions League che sono vitali per le loro finanze. In secondo luogo è altrettanto doveroso sottolineare come l'impatto della mancata qualificazione alle coppe europee sia stato assorbito bene dal Milan, grazie alle politiche di sostenibilità adottate dal 2019 in poi.

La gestione virtuosa del bilancio del Milan
—La perdita di 30 milioni di euro può essere ammortizzata perfettamente dal bilancio del club rossonero. Il Milan infatti ha un patrimonio netto positivo per quasi 200 milioni di euro. Inoltre il livello di indebitamento finanziario netto del club di via Aldo Rossi rimane basso (- 93 milioni di euro); ciò in aperto contrasto con altre situazioni delle squadre di Serie A (la Roma su tutti) che sono sotto la lente d'ingrandimento di Nyon.

Il rapporto con l'UEFA e i parametri del FPF
—Anche relativamente al rapporto con l'UEFA, ai fini del rispetto del parametri del Fair Play Finanziario, la perdita del Milan nel bilancio 2025-2026 non sarà un problema. Infatti, nei due esercizi precedenti, il Milan aveva chiuso in utile (+ 4 e + 3 milioni di euro) e l'aggregato del triennio sarebbe assolutamente accettabile (si può arrivare fino a un massimo di 60 milioni di euro complessivi in un triennio).

Oggi la sostenibilità del bilancio prevale sul mecenatismo
—Il calcio di oggi, ormai, è questo. Finita l'era del mecenatismo, anche l'Italia si è dovuta aprire ai fondi d'investimento e le esigenze di chi detiene un club sono molto diverse dai presidenti tifosi che, per anni, hanno popolato il calcio italiano. Soprattutto nel post COVID, rimanere in una situazione di bilancio critica è un grave problema per un club importante. Il Milan, grazie al lavoro svolto in questi anni, può guardare al futuro con grande positività.
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