Creare un gruppo di giocatori fidelizzati è il primo passo per il Milan di Amorim. La storia insegna che senza un gruppo forte non si vince
Uno degli errori più grandi commessi dal Milan negli ultimi anni è stato quello di acquistare troppi giocatori nel corso delle varie sessioni di mercato.
L'inerzia ha iniziato a cambiare nell'estate 2022, per poi assumere sembianze abnormi nelle estati 2023 e 2024, sino all'estate del 2025 in cui, alla fine, le facce nuove sono state più di quelle preventivate.
L'estate del 1997: una Babele di acquisti e la peggiore annata del Milan degli ultimi 40 anni
Acquistare troppi giocatori non è quasi mai una buona strategia perché diventa poi difficile per l'allenatore creare un gruppo e, in conseguenza, tende ad affievolirsi lo spirito di squadra.
Nell'estate del 1997, il Milan partì coi favori del pronostico per vincere il campionato, dopo una campagna acquisti in cui il Presidente Berlusconi, dopo il ritorno di Fabio Capello, non aveva badato a spese. Finì male, molto male, con il Milan nella colonna di destra della classifica.
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L'estate 2006: Milan indebolito dal mercato ma c'era un grande gruppo che arrivò sino ad Atene
Esistono anche esempi opposti. Nell'estate del 2006, il Milan fu travolto dallo scandalo di Calciopoli. Il mercato non fu programmato e alla fine della fiera la squadra rossonera si ritrovò con Bonera al posto di Stam, Gourcuff al posto di Rui Costa e Ricardo Oliveira al posto di Shevchenko.
Pur indebolito, quel Milan vinse la Champions League ad Atene nella storica rivincita con il Liverpool, perché aveva un gruppo unito da anni di condivisione e fratellanza, un gruppo in cui i giocatori si sarebbero buttati nel fuoco per Carletto Ancelotti, il loro allenatore.
La storia recente
Venendo ai tempi più vicini, il Milan è riuscito a costruire un miniciclo virtuoso soltanto quando il club rossonero ha dato continuità al lavoro di Stefano Pioli, pur dopo qualche iniziale risultato negativo. E Pioli ha impostato il suo ciclo su un gruppo forte.
Il Milan che perde in casa con il Genoa a marzo 2020 si trovava mestamente nella colonna di destra della classifica di Serie A. Due anni e due mesi dopo era campione d'Italia, aggiungendo a quella squadra Tomori, Diaz in prestito, Tonali e Giroud a parametro zero.
Creare un gruppo: la prima necessità del Milan di oggi
Spesso il problema non sono i giocatori ma il contesto tecnico che può valorizzarli o meno. Per questo motivo non è opportuno giudicare una squadra sulla base degli umori del momento. La lucidità nelle valutazioni, inevitabilmente, ne risente.
Il Milan di oggi ha bisogno di creare un gruppo e di tutelare al massimo il lavoro di Ruben Amorim. Ci vorrà tempo, senza dubbio, ma non esistono scorciatoie per costruire qualcosa. Senza un gruppo forte di giocatori fidelizzati e uniti fra loro è impensabile pensare di poter avviare un progetto duraturo.
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