Il Milan deve ancora conquistare quei 15 punti necessari per la qualificazione certa allaChampions League. La squadra rossonera non si può permettere di sottovalutare le ultime nove partite perché il margine sulla quinta è rispettabile – 7 punti – ma non certo incolmabile. Inoltre il calendario prevede ancora tre scontri diretti (Napoli, Juventus e Atalanta) per il Milan. La guardia, pertanto, deve rimanere altissima.
La necessità di andare oltre l'attuale 3-5-2
Milan servono alternative: il 3-5-2 funziona con le Big, non contro le piccole


L'evoluzione del Milan: l'esigenza di andare oltre l'attuale sistema di gioco
—C’è, tuttavia, un tema aperto in vista della prossima stagione e riguarda l’evoluzione e la crescita di questa squadra. Massimiliano Allegri – in tante occasioni – ha giustamente ricordato che nel calcio non esiste il mantenimento. Perché o c’è il miglioramento oppure c’è il peggioramento. Ebbene, in tale ottica, il club rossonero deve porsi due interrogativi: che tipo di squadra vogliamo costruire? E, soprattutto, il 3-5-2 è la veste tattica ideale?
Sono due interrogativi fondamentali. Dalle risposte, e dalla successiva analisi che ne conseguirà, passerà tanto del futuro prossimo del Milan. Massimiliano Allegri è stato molto bravo in questa stagione a dare una conformazione tattica molto equilibrata e solida ad una squadra che veniva da una stagione balorda. Nella stagione 2024-2025 infatti, la fase difensiva rossonera era spesso compromessa da un modo di stare in campo totalmente disequilibrato.

Il 3-5-2 ha dato stabilità – ad oggi la squadra di Allegri è la miglior difesa della Serie A – ma nel contempo ha mostrato limiti evidenti contro le difese chiuse. L’attuale Milan soffre molto i blocchi bassi avversari che creano densità centrale. Le squadre di minor lignaggio del campionato, sia in casa, sia in trasferta, hanno capito che difendere bassi e ripartire è conveniente perché la squadra rossonera va in difficoltà quando deve fare la partita.
Migliorare ed evolvere l'idea di gioco con un piano B credibile: opportuno inserire un centravanti fra Leao e Pulisic
—L’idea di gioco della squadra rossonera è molto azzeccata contro le squadre forti (contro le quali è imbattuta), mentre va in crisi contro le squadre più deboli. Il Milan attacca troppo spesso centralmente, cercando combinazioni fra i due attaccanti che sono leggibili dai blocchi bassi perché manca lo spazio per eseguire la giocata. La struttura di gioco, inoltre, non garantisce adeguatamente lo sfruttamento dell’ampiezza del campo.
C’è un dato emblematico che è significativo dei pregi e dei difetti di questa squadra. Il Milan ha avuto una media punti 2,27 a partita contro le prime 8 squadre del campionato. Invece, contro le altre 12 squadre della Serie A, il Milan ha avuto una media di 1,94 punti a gara.
In sostanza al Milan manca un piano B credibile contro le difese chiuse. L’unico piano alternativo praticabile sembra essere quello di un cambio del sistema di gioco quando si affrontano i blocchi bassi, con Pulisic e Leao riportati e fare gli attaccanti esterni ed una punta centrale a tenere impegnata la linea avversaria.

Un’altra alternativa tattica credibile potrebbe essere un 4-4-2 con Rafael Leao seconda punta, Pulisic e Saelemaekers esterni di fascia. Di certo il tema esiste ed è evidente sia nei riscontri numerici, sia nelle sensazioni del campo. Al Milan, in estate, spetterà il compito di trovare soluzioni valide sia sul mercato, sia con il lavoro sul campo.
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