Milan Genoa, ieri sera, è stata una gara particolare che impone però un'analisi lucida, scevra dagli umori del post-partita. Si tratta di una gara che va compresa bene perché il futuro si costruisce sugli errori e sui risultati negativi. In sostanza bisogna analizzare le smagliature per crescere.
Dal 3-5-2 al 3-4-3
Milan: la necessità di variare sistema di gioco contro le squadre piccole

In primis, è necessario partire dai dati reali. Il Milan ha tirato molto di più rispetto al Genoa. I tiri totali sono 32 a 7, mentre i tiri in porta sono 8 a 2 in favore della squadra di Massimiliano Allegri. Il Milan inoltre ha colpito due pali. Il possesso palla è stato ampiamente a favore del Milan (61% contro il 39% del Genoa) e la squadra rossonera ha conquistato 12 corner a fronte di un solo calcio d'angolo battuto dal Genoa in tutta la partita.

Sulla carta doveva essere una vittoria schiacciante da parte del Milan, ma il calcio non è matematica e non sempre i dati statistici superiori significano vittoria. Se ciò avviene, le riflessioni da fare sono due. In primis il calcio è uno sport imponderabile, bellissimo e maestoso perché non sempre vince chi gioca meglio. In secondo luogo bisogna andare nel dettaglio perché se non si vince una partita c'è sempre una motivazione.
Una necessità per il Milan: variare sistema di gioco contro le difese chiuse
—Esiste un tema di sistema di gioco del Milan quando attacca contro le difese chiuse. Non a caso, a fronte della mole di gioco prodotta indiscutibilmente contro il Genoa, i dati statistici ci dicono che sono solo 2 le grandi occasioni per la squadra di Allegri, esattamente le stesse prodotte dalla squadra di Daniele De Rossi. Tutto ciò, ovviamente, non può essere un caso.

Soprattutto contro squadre che difendono con il 5-3-2 è difficile trovare con continuità buone combinazioni centrali perché i corridoi centrali sono chiusi e quasi tutti tendono a concedere lo spazio sull'esterno. Il Milan, se vuole vincere queste partite, deve iniziare a ragionare su un piano B da attuare contro le difese chiuse. Serve una squadra più verticale, con un difendente in meno e un attaccante in più.
Allegri nel gennaio 2017 allenava la Juventus. Perse 2-1 in casa delle Fiorentina e, dopo quella partita, scelse di mettere da parte un 3-5-2 ormai troppo leggibile dagli avversari a favore di uno schieramento maggiormente offensivo (il 4-2-3-1 con Cuadrado, Dybala, Mandzukic e Higuain). Grazie a quella mossa, vinse il campionato ed arrivò in finale di Champions League.

Oggi le condizioni sono diverse. Questo Milan difficilmente potrebbe reggere il 4-2-3-1 perché la sua difesa ha bisogno di maggiore protezione. Il 3-4-3, tuttavia, con Fullkrug punta centrale, potrebbe essere l'idea giusta per sfruttare al massimo l'ampiezza e per riempire l'area.
In proposito, c'è un ultimo dato molto indicativo che viene fuori da ieri sera: il Milan, sui cross in area avversaria, ha preso la palla soltanto 14 volte su 49 (29 %). Dal miglioramento di questo dato passa tantissimo del futuro di questa stagione.
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