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Soluzione difensiva

Il Milan ritrova Gabbia: il ritorno del leader difensivo

Gabbia Milan
Senza Gabbia il Milan perde certezze difensive: la soluzione passa dal ritorno alla difesa a tre e da un sistema più equilibrato.
Gaetano de Santis
Gaetano de Santis Redattore 

Il rientro in gruppo della scorsa settimana, unito alla pesante sconfitta del Milan contro l'Udinese nel test fallito con la difesa a quattro, riporta al centro dell'attenzione una figura chiave: Matteo Gabbia.

L'assenza del centrale italiano ha coinciso con un crollo evidente: quattro sconfitte nelle ultime sette partite, otto gol subiti e appena sei realizzati. Numeri che raccontano più di tante parole.

Chiaramente, l'assenza di Gabbia non può diventare un alibi per un mese e mezzo complicato, da Milan-Parma in poi, ma è altrettanto evidente come la sua presenza cambi profondamente gli equilibri della squadra.

Con lui al centro della difesa a tre, il Milan ritrova ordine e gerarchie: Strahinja Pavlovic può agire da braccetto sinistro con maggiore libertà, supportato dalla copertura del quinto, mentre sul lato opposto giocatori come Koni De Winter o Fikayo Tomori possono esprimersi in una posizione più naturale.

In mezzo, Gabbia diventa il riferimento: guida, comanda, ma soprattutto riesce a trasmettere quella sicurezza mancata in queste ultime partite.

Il ritorno di Gabbia cambia il Milan

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PARMA, ITALY - NOVEMBER 08: Rafael Leao of AC Milan celebrates with Matteo Gabbia after scoring the goal during the Serie A match between Parma Calcio 1913 and AC Milan at Stadio Ennio Tardini on November 08, 2025 in Parma, Italy. (Photo by Claudio Villa/AC Milan via Getty Images)

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Il match contro l'Udinese è stato indicativo proprio in questo senso: Pavlovic e De Winter hanno sofferto in una linea a quattro, mostrando limiti che invece si attenuano in una difesa a tre, dove le loro caratteristiche vengono valorizzate.

Gabbia non è solo un difensore affidabile, ma un equilibratore. Le sue qualità tecniche e la sua leadership permettono ai compagni di giocare con maggiore libertà e meno responsabilità diretta. De Winter, ad esempio, rende al meglio da braccetto destro, mentre Pavlovic, in un sistema a tre, può sganciarsi con più continuità, seguendo il proprio istinto offensivo.

Se il 4-3-3 può rappresentare il futuro di questo Milan, oggi è un lusso che la squadra non può permettersi. Nel presente, l'unica strada concreta passa da un sistema che dia certezze, non esperimenti. E in questo momento, il 3-5-2 non è una scelta: è una necessità.

Le grandi squadre non sono quelle che cambiano di più, ma quelle che capiscono cosa funziona. E oggi il Milan ha già la risposta davanti agli occhi.

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