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Riflessioni...

Il campionario dei luoghi comuni sulla crisi del calcio italiano

La Russa invita Gattuso in Senato: e nella sua verve interista allarga il pranzo a Zenga
Dall'obbligo di schierare gli italiani, al mito delle 18 squadre, fino ai club che non investono sui talenti. Tanti, troppi luoghi c
mbambara
mbambara Vice direttore 

Ci sono due sentimenti in queste ore. La tristezza – inevitabile – per l’ennesimo Mondiale (il terzo) che l’Italia sarà costretta a guardare dalla televisione e la noia – incommensurabile – per i tanti maestri del giorno dopo che hanno in tasca le soluzioni. Quest’ultimo è proprio l’aspetto maggiormente parossistico di questa situazione. Perché si assiste ad un concentrato imbarazzante di luoghi comuni, con una spruzzata inevitabile di populismo e di retorica vuota.

Le uscite improvvide del Presidente del Senato....

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Il campionario dei luoghi comuni, come detto, è ricchissimo ed infinitamente vasto. Due ore dopo la sconfitta dell’Italia ci ha pensato il Presidente del Senato Ignazio La Russa a fornirne il primo fulgido esempio, paventando, fra una banalità e l’altra, l’obbligo per le squadre di club di far giocare sempre almeno 4 giocatori italiani. Appare quantomeno singolare che la seconda carica dello Stato non conosca il diritto comunitario; tuttavia, anche se certe normative non esistessero, la crociata contro gli stranieri è un modo per sparare nel mucchio senza rendersi conto di quel che si dice. In Inghilterra, Francia, Spagna e Germania non esiste alcun vincolo per far giocare giocatori di nazionalità del paese. Forse il problema non è questo.

I luoghi comuni sulle 20 squadre in Serie A...

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Un altro luogo comune ripetuto a menadito è quello sulla Serie Ache andrebbe ridotta, portando le squadre dalle attuali 20 a 18. Per carità, a mio modesto avviso, sarebbe cosa buona e giusta, soprattutto per togliere qualche partita di troppo ai club nel corso della stagione. Ma, francamente, davvero possiamo pensare che la Nazionale italiana consegua risultati indenti da 20 anni perché in Serie A ci sono due squadre in più, esattamente come in Premier League e nella Liga Spagnola? Forse anche questo non è un vero problema.

I club che non investirebbero sul talento...

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C’è, infine, il tema sviscerato dei club di Serie A che non investono sul talento. Non ho ancora capito cosa significhi la dizione “investire sul talento”,atteso che faccio fatica a pensare che esistano club che investano sui giocatori scarsi. A me personalmente, pare che il talento in Italia sia forse sin troppo protetto e coccolato. Forse se evitassimo di sopravvalutare i ragazzini dopo 3 partite buone di campionato, sarebbe la soluzione migliore. Il talento si tutela spronandolo a migliorarsi, non in altro modo.

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