L'analisi del momento della nostra Nazionale i cui problemi sono sempre gli stessi e nessuno sembra voler iniziare a cambiarli

L'Italia di Roberto Mancini fatica a decollare e fallisce il primo impegno del nuovo ciclo, perdendo 0-2 contro il Belgio. Questa Nazionale ha avuto nuovamente paura di cambiare e, alla resa dei conti, la svolta che tutti speravano non è mai arrivata.L'Italia si è presentata con un 4-3-3 adattando sulla fascia destra Moise Kean, ruolo che in carriera non ha praticamente mai ricoperto, e schierando a sinistra Cambiaghi, reduce sì da una buona stagione a Bologna ma autore di soli 6 gol nelle ultime 104 partite (uno ogni 17,7 gare). Guardando le statistiche di Alphadjo Cissè i numeri sono ben diversi e la domanda sorge spontanea: perché è rimasto con l'Under 21?.

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Il problema delle ali offensive: davvero non ce ne sono in Italia?

Questa analisi non intende attaccare l'esterno del Bologna, in costante crescita: il problema è ben più profondo. L'Italia si è stancata delle scelte comode. Dopo tre Mondiali mancati ci si aspetterebbero riflessioni profonde, e invece l'unico debuttante è stato Alessandro Romano, lanciato solo per l'infortunio di Locatelli. Il calcio moderno vive di rischi e intraprendenza. L'Italia titolare ha tentato appena 6 dribbling in 80 minuti, contro gli 8 dei soli De Ketelaere e Godts per il Belgio, affidando paradossalmente la poca creatività a Kean adattato a destra. Oramai tutte le grandi Nazionali schierano esterni capaci di puntare l'uomo.

I profili per svolgere questo compito ci sono: nell'Under 21 ci sono talenti come Seydou Fini e Alphadjo Cissé, profili credibili già oggi per la Selezione maggiore. Ma senza il coraggio di farli giocare, non vedremo mai le loro potenzialità al servizio degli Azzurri.

Cissè vs Cambiaghi: numeri a confronto

I numeri di Nicolò Cambiaghi e Alphadjo Cissè li abbiamo già citati in apertura, ma a dover far riflettere sono anche altri due fattori. Il primo è l'età, che nel calcio fa tutta la differenza del mondo e in Italia non lo si è ancora capito. Un calciatore come Cissè, a 20 anni, deve ancora mostrare tutto il suo potenziale: abbiamo visto solo una piccola parte di ciò che sa fare perché il tempo a sua disposizione è stato inferiore. Solo nella scorsa stagione il giocatore del Milan ha segnato gli stessi gol di Cambiaghi negli ultimi 3 anni, disputando però solamente 22 partite.

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Un altro esempio è Seydou Fini, aggregato anche lui alla Nazionale Under 21. Parliamo di un giocatore che non sta trovando continuità di rendimento complici le tante panchine, ma ha 20 anni e sta dimostrando a tutti gli effetti di poter stare nel calcio dei grandi. In Coppa Italia è partito titolare contro il Sassuolo ed è stato a dir poco decisivo, registrando 2 passaggi chiave, 6 dribbling riusciti su 10, 4 falli subiti e 10 duelli a terra vinti su 18. Una prestazione del genere in Coppa Italia a 20 anni... e invece di mettere lui a destra preferiamo giocare con una punta adattata.Mancini, se questo è l'inizio, partiamo decisamente male.

Italia il problema non sono le scelte, è il concetto

Il vero nodo non riguarda le singole convocazioni, ma la filosofia di fondo. In Italia la meritocrazia si dissolve nella solita strada comoda e priva di rischi. L'emblema di questa mentalità resta la vicenda di Paolo Maldini: una figura che voleva rifondare il movimento dalle basi, fermata da un sistema che preferisce restare immobile.

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TIRRENIA, ITALIA - 12 APRILE: Alphadjo Cissé dell'Italia U16 in azione il 12 aprile 2022 a Tirrenia, Italia. (Foto di Gabriele Maltinti/Getty Images)

Questo immobilismo si riflette inevitabilmente in campo. Per avviare un nuovo ciclo non bastano ritocchi di facciata: serve un segnale di rottura. Lanciare i giovani come Cissè, Fini, Liberali e Romano, dare le chiavi del centrocampo a Tonali e Barella va bene ma basta insistere su profili come Di Lorenzo, Locatelli, Cambiaghi come titolari inamovibili di questa squadra. Se non trasmetti la percezione del cambiamento reale, i calciatori assorbiranno soltanto la solita apatia di un calcio stagnante. Senza il coraggio di rischiare, non cambierà mai nulla.

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