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Adesso che la favola alimentata dall'esterno, e attribuita per convenienza al Milan, della rincorsa scudetto, è finita, riprende quota tutta piena l'unica cosa che a Milanello hanno sempre pensato con giudizio e con spirito di servizio di dover fare: tirare dritto per essere fra i primi quattro posti a fine campionato. Già contro il Como ma soprattutto contro il Parma, è arrivato, e prima o poi doveva succedere come normale nell'economia di una stagione, il primo vero momento di calo fisico ed energetico della squadra. E ai giocatori, che stanno dando tutto quello che hanno, da gruppo vero e inappuntabile quale sono, bisogna stare vicini. Calo fisico anche se si gioca meno di altri? Gli infortuni spezzettati in attacco tolgono continuità e guizzi alla lunga, 24 partite senza sconfitte hanno un peso fisico e mentale, al di là della conta degli impegni.
Esattamente, l'unica cosa da fare adesso è riposarsi bene oggi e tornare domani mattina a Milanello a riordinare le idee per fare la nostra onesta partita a Cremona e sfruttare, cosa non facile ma che bisogna fare con fame rinnovata e con più intensità, la nuova teorica occasione proposta dal calendario. Senza ascoltare i drammi che arrivano da fuori. Ah adesso bisogna guardarsi le spalle...grazie per il consiglio ma il Milan lo ha sempre fatto. Ah ma adesso bisogna stare attenti al secondo posto...adesso in che senso? Dietro non è cambiato niente, Roma a parte con cui il Milan ha il vantaggio dello scontro diretto. Il Milan ha un gruppo splendido e senza troppe agitazioni sa di dover recuperare energie, intensità, brillantezza e qualche gol.
Ma ecco gli altri mal di pancia a lungo sopiti e che rispuntano, dal fuoco amico, alla prima occasione. Bisogna farsi sentire! La Juventus lo ha fatto con John Elkann subito dopo Inter-Juventus, ma ha ugualmente perso due partite consecutive con tanto di grazia non ricevuta ma respinta. Bisogna essere più forti politicamente! Lotito e De Laurentiis sono molto forti politicamente, ma gli episodi arbitrali riguardano a turno anche e soprattutto loro. Bisogna alzare la voce dopo le partite! Antonio Conte lo ha fatto molto spesso e all'ennesimo episodio ieri ha tuonato Giovanni Manna. Nel campionato in cui si ritrova non è che telefonare o protestare può cambiare le cose. Sia chiaro una volta per tutte. La china è questa, politica o non politica. Stare vicini ai ragazzi della squadra, è l'unica cosa utile e produttiva da fare oggi.
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