C'è stato un tempo in cui commentare il calcio era una cosa sacra. I giudizi erano netti, ma profondamente rispettosi degli uomini e dei professionisti. Oggi assistiamo a qualcosa di diverso. Vediamo così ex giocatori quasi sempre dal carattere ribelle ergersi a censori assoluti di giocatori del presente. E' il caso delle opinioni spesso irridenti e dissacranti di Antonio Cassano e Paolo Di Canio sull'attaccante del MilanRafael Leao.
Le crociate contro Leao
Di Canio e Cassano: l’incapacità di essere sereni nei giudizi su Leao


Abbiamo capito che il giocatore portoghese non piace né a Cassano e né a Di Canio. E fin qui nulla da obiettare. Il gusto personale rimane sacro. Ciò che colpisce però è l'incapacità di giudicare Leao al di là delle loro legittime visioni sul giocatore.
Più che giudizi sereni, le loro opinioni sono ormai, da anni, crociate mascherate contro l'attaccante del Milan, colpevole ai loro occhi delle azioni più turpi e spregevoli. Richiedere obiettività ed educazione su Leao a questi due signori pare essere impresa vana. I loro giudizi sul numero dieci del Milan non sono decisamente sereni.

Pregiudizi a iosa su Rafael Leao da parte di Di Canio e Cassano
—Paolo Di Canio, un anno e mezzo fa, sostenne addirittura che Leao, insieme a Theo Hernandez, doveva essere preso a pugni dopo il celebre cooling break contro la Lazio. Oggi, dopo 6 gol e 1 assist dell'attaccante portoghese in poche partite, Di Canio sostiene che, senza Leao, il Milan gioca meglio e segnano anche i compagni. Della serie, quando non segna lo si critica, quando segna ovviamente qualcosa bisogna trovare per gettargli fango addosso.
Ancor più indecoroso il giudizio di Antonio Cassano su Leao che, due giorni fa, ha definito l'attaccante portoghese "una pippa che non c'entra niente con il calcio". In realtà, con giudizi del genere, talmente volgari e ineleganti, Cassano dimostra soltanto che il suo pregiudizio su Rafael Leao è più forte di qualsiasi cosa: gol, assist, belle giocate. Nulla potrà mai superare questo rancore sordo verso l'attuale numero 10 del Milan.
Rafael Leao, in maglia rossonera, ha vinto uno scudetto ed una Supercoppa da protagonista assoluto. Paolo Di Canio e Antonio Cassano, durante la loro carriera, hanno vinto uno scudetto a testa nel Milan, ma lo hanno fatto da meri comprimari, non da prim'attori. Forse, dietro i pregiudizi e l'antipatia viscerale che, incautamente, manifestano verso Leao, c'è soltanto un pizzico di sana invidia.
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