Juve-Milan, lo Stadium ha onorato Franco Baresi come non sempre i duellanti hanno saputo divertirlo. Non si vive di sola moviola.
Il lungo applauso dello Stadium: Grazie Franco Baresi
analisi Facebook di Roberto Beccantini -
Nella domenica di Kimi Antonelli, schizzato dalla periferia della griglia al trono di Monza, Juventus e Milan si sono scrollati di dosso l’eccesso di zero delle ultime sfide, pareggiando per 1-1. Hanno deciso i cambi: al 68’ Cisse, di anni 19, stop al bacio e destro tra le gambe di Kalulu, su sventaglio di Chukwueze; al 92’ Gatti di testa, da centravanti d’emergenza, su cross di Koop. Quattro panchinari. Olè.
Juve-Milan, brutta partita fra cantieri fumanti e fumosi
Amorim alla terza tappa, Spalletti con molti "muratori" fuori. Ritmi lessi, palle perse al minimo graffio, Kolo Muani e Gonçalo Ramos nove falsi e non falsi nuove: il francese fantasma e il portoghese scheletro. Il verdetto cancella in extremis una sentenza che sarebbe stata sportivamente iniqua. Un tiro un gol, il Diavolo. Molta polvere ma anche un palo di Conceiçao, tre parate di Maignan e una lecca alta di Woltemade, Madama. Il livello medio conferma la distanza da Inter, Roma e Como nel ritmo e nella qualità. C’era Alajbegovic, all’inizio: dal suo loculo mancino, piccoli fuochi. C’era Moreira, al debutto: fascia destra, nebbia in Val Padana. Poi Nico e Rabiot ondeggianti tra le linee. Frotte di gregari allo sbaraglio. Il 9 settembre Modric compie 41 anni: a ‘ste andature arriverà, comodo, ai 50.
Amorim pretende aggressività, personalità, coraggio. Per ora, può sorridere di Gila, De Winter e del giovanotto trevigiano. "Luscianone", lui, non riesce a ridurre le turbolenze e le paure che, spesso, condizionano l’uscita in palleggio. Il battesimo di Woltemade, in quella tonnara che era diventata la notte, ha portato un po’ di caos non del tutto dispersivo.
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