La squadra di Arteta ha vinto il campionato dopo 7 anni di ciclo. In Italia una cosa del genere non sarebbe stata nemmeno ipotizzabile
Ieri sera, dopo quasi 22 anni, l'Arsenal è tornato a fregiarsi del titolo di campione d'Inghilterra, stante la mancata vittoria del Manchester City. La squadra allenata da Arteta ha vinto con grande merito la Premier League, a coronamento di un ciclo importante che è iniziato nella stagione 2019-2020. Questa vittoria consente di porre una doverosa riflessione relativa al calcio in Italia.
Nel nostro paese infatti, soprattutto nell'attuale Milan, un "ciclo costruito nel tempo" come quello di Arteta non sarebbe possibile. L'allenatore dei Gunners infatti si è seduto per la prima volta sulla panchina londinese 7 anni fa. Nei primi due campionati Arteta ha collezionato due ottavi posti consecutivi, per poi mancare la qualificazione alla Champions League anche nel terzo campionato, arrivando a soli due punti dal quarto posto.
L'Italia non è un paese per creare progetti che richiedono tempo
La domanda sorge spontanea: in Italia tutto questo sarebbe stato tollerato? La risposta è abbastanza tautologica: decisamente no. E non è una nota di merito, ma una disfunzione del nostro sistema, in cui le polemiche e le battutine di cortile assumono una pregnanza maggiore rispetto alle idee razionali di sistema calcio e di processo di crescita delle squadre.Iscriviti al canale WhatsApp di Milanisti Channel per leggere in anteprima tutte le notizie sul Milan. Entra a far parte di una famiglia rossonera.
Si tratta di concetti sconosciuti in un universo parallelo come il nostro in cui assistiamo a giudizi trancianti su fallimenti e ricostruzioni dopo due partite negative di una squadra. In Italia l'idea di un percorso di crescita di stagione in stagione non esiste. Non fa comodo, non crea polemica, non genera quel clima tossico che tutti, a parole, combattono, ma del quale tutti hanno bisogno.
Costruire è un verbo complesso che può articolarsi soltanto nel tempo. In Italia, invece, siamo diventati maestri nella distruzione e indichiamo Arteta e l'Arsenal come modello, senza capire che il progetto dei Gunners, nel nostro paese, non sarebbe replicabile perché verrebbe ucciso dalla tossicità dell'ambiente e dai sorrisi di scherno dei professori che sanno come si vince.
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