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Tanto rumore per nulla...

L’inchiesta della Procura sul Milan non aveva basi: archiviazione inevitabile

mbambara
mbambara Vice direttore 
Non c'era base probatoria nell'inchiesta della Procura sul passaggio di proprietà nel Milan: dopo 2 anni di fango è arrivata l'archiviazione
00:27 min

La Procura di Milano ha chiesto l'archiviazione del procedimento penale avviato nei confronti dei vertici del Milan. L'inchiesta verteva sul passaggio di proprietà, avvenuto nell'agosto 2022, dal fondo Elliott di Paul Singer al fondo RedBird Capital Partners di Gerry Cardinale.

Questa notizia, nella giornata di ieri, è stata accolta con una rilevanza nettamente minore rispetto agli strepiti eccessivi che vi furono nel marzo del 2024. Eppure sarebbe bastato dare una  breve lettura alle ipotesi d'accusa per rendersi conto dell'insussistenza di quanto la Procura stava provando a teorizzare. In Italia, però, è più facile accusare che informarsi.

Un'inchiesta di carta, priva di riscontri probatori

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L’ipotesi di reato che era attribuita agli amministratori delegati del Milan Ivan Gazidis (2018-2022) e Giorgio Furlani (2022-2024) era la violazione dell’articolo 2638 del Codice Civile. Secondo la Procura i due CEO del Milan avevano “esposto fatti materiali non rispondenti al vero relativamente all’aspetto proprietario della società alla F.I.G.C”.

Sulla scorta delle considerazioni degli inquirenti il Milan sarebbe stato ancora di proprietà del fondo Elliott. Il quadro probatorio emergente però, non pareva avere nemmeno labili presupposti indiziari. Essenzialmente per tre ragioni che erano note già due anni or sono.

L'impianto accusatorio della Procura era insussistente

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In primis la F.I.G.C. non è un organismo di diritto pubblico e non poteva quindi essere considerata come una autorità pubblica di vigilanza sui passaggi di proprietà. Tale forzatura da parte dell'accusa era la prima crepa di un impianto accusatorio privo di basi probatorie.

In secondo luogo la Procura di Milano basava l’architettura della sua accusa su una comunanza di caselle postali fra RedBird ed Elliott e su un documento di marketing che ha un valore legale prossimo allo zero. Entrambi questi indizi erano e sono privi di consistenza giuridica. La comunanza di caselle postali non può avere valore probatorio; è un fatto che, nello stato del Delaware, è una normalità che accomuna migliaia di imprese.

Infine, già all'epoca era reperibile un documento ufficiale della Camera di Commercio olandese in cui si dimostrava che il veicolo che aveva versato i soldi al fondo Elliott al momento dell’acquisizione del MilanRB Fund IV FC AIV C.V. – era un veicolo di proprietà di un fondo appartenente a Gerry Cardinale.

Chiaro ed evidente, alla luce di questo quadro probatorio insussistente, che questa vicenda poteva chiudersi soltanto con una richiesta di archiviazione. Spiace per il tempo perso, per i soldi pubblici inutilmente impiegati, ma soprattutto per il fango gratuito che, due anni fa, è stato lanciato volgarmente contro l'A.C. Milan.

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