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Gattuso in lacrime dopo l’eliminazione: il simbolo di un’Italia smarrita

Gattuso Italia
Terza esclusione consecutiva dal Mondiale per l'Italia: le lacrime di Gattuso raccontano una crisi che va oltre il singolo CT.
Gaetano de Santis
Gaetano de Santis Redattore 

Gli occhi di Gennaro Gattuso nel post partita di Bosnia-Italia raccontano più di mille parole: gonfi di lacrime, spaesati e persi. Sono, in fondo, gli occhi di un intero Paese.

L'Italia che manca la qualificazione al Mondiale per la terza volta consecutiva rappresenta una sconfitta per tutto il movimento calcistico nazionale. E non può, ma soprattutto non deve, essere caricata esclusivamente sulle spalle del commissario tecnico.

In notti come queste, il futuro della panchina azzurra passa inevitabilmente in secondo piano. Come sottolineato dallo stesso Gattuso, servirà tempo per analizzare tutto con lucidità. Una lucidità che, nell'immediato, è impossibile pretendere.

Gattuso in lacrime dopo l’eliminazione: il simbolo di un’Italia smarrita- immagine 2

Perché quella contro la Bosnia non è solo una sconfitta: è la conferma di un tendenza oramai consolidata. Dopo la Svezia e la Macedonia del Nord, arriva un'altra serata da dimenticare. Una sconfitta che certifica ulteriomente una realtà difficile da accettare: oggi l'Italia non è più una grande potenza del calcio mondiale. Lo dicono i risultati, prima ancora delle sensazioni.

Eppure, il materiale tecnico non manca. Una nazionale che può contare su campioni come Gigio Donnarumma e Sandro Tonali, affiancati da elementi solidi come Moise Kean, Nicolò Barella, Marco Palestra e Riccardo Calafiori, non può permettersi di uscire in questo modo. L'espulsione di Alessandro Bastoni pesa come un macigno, ma ridurre tutto a quell'episodio sarebbe un errore.

Il problema è più profondo e strutturale. Riguarda un sistema che da tempo fatica a produrre continuità, identità e competitività ai massimi livelli.

Le lacrime di Gattuso sono lo specchio dell'Italia

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BERGAMO, ITALY - MARCH 26: Italy coach Gennaro Gattuso looks on during the FIFA World Cup 2026 European Qualifiers KO play-offs match between Italy and Northern Ireland at Stadio di Bergamo on March 26, 2026 in Bergamo, Italy. (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

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In questo scenario, però, c'è una figura che esce a testa alta. Ancora una volta. Gennaro Gattuso non ha sbagliato atteggiamento, né parole. Nemmeno nel momento più difficile. Quando il pallone dell'ultimo rigore ha superato Donnarumma, il pensiero è andato inevitabilmente a lui: uomo diretto, a tratti ruvido, ma autentico. Simbolo di un calcio che forse non c'è più, ma di cui oggi si avverte profondamente la mancanza.

Non meritava di portare da solo questo peso. Eppure, forse, è proprio per questo che gli appartiene. Perché se è facile esporsi nelle vittorie, farlo nelle sconfitte è ciò che distingue davvero un uomo.

Dunque sì, Rino: sentirti chiedere scusa è stato l'ennesimo gesto che racconta chi sei. Eppure l'unico a uscire vincente dallo Stadio Bilino Polje di Zenica con lo stemma azzurro sul petto sei stato tu.

Gattuso ci ha messo la faccia, come sempre nella sua carriera. Tuttavia il fallimento è collettivo, profondo e radicato. Forse è proprio questo che fa più male: non la sconfitta, ma la sensazione che non sia più un'eccezione.

Alla fine resta uno sguardo, perso nel vuoto, mentre tutto intorno crolla. Non è solo quello di Gattuso, è quello di un’Italia che non sa più come rialzarsi.

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