Qualsiasi novità viene osteggiata. De Laurentiis e il calcio italiano vogliono che tutto cambi ma che, alla fine, tutto resti com'è
Hanno destato non poche polemiche le dichiarazioni rilasciate dal Presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, subito dopo aver ricevuto il Premio Sportivo alla Carriera presso la sede dell’Associazione della Stampa Estera in Italia, a Palazzo Grazioli.
Le dichiarazioni di Aurelio De Laurentiis
Ho invitato Gerry Cardinale a cena tre anni fa, mi fece un discorso a cui non obiettai altrimenti avrei dovuto prenderlo e buttarlo fuori, mi diceva cose che non stavano in cielo e in terra dal mio punto di vista: è un proprietario che aveva esigenze da finanziere e non da imprenditore vero.Scopri come vedere tantissimi eventi in streaming gratis su Bet365. Per farlo, clicca qui
Una caduta di stile in piena regola
Aurelio De Laurentiis è un presidente che ha fatto tanto nel calcio italiano, ottenendo risultati di grande livello in una piazza complessa come Napoli. I due scudetti portati a casa negli ultimi 3 anni sono la dimostrazione di una lucida visione imprenditoriale, nonché il coronamento di un grande lavoro durato oltre 20 anni.
Il suo percorso nel calcio italiano, tuttavia, non lo autorizza a queste cadute di stile, collocabili a metà fra la poca educazione e la mancanza di rispetto. "Prendere e buttare fuori" non sono termini da persone perbene, bensì espressioni volgari che offendono senza portare alcun contributo reale alla discussione.
La strategia gattopardesca
Gerry Cardinale ha fatto molti errori nei suoi primi 3 anni da proprietario del Milan. Il proprietario del club rossonero tuttavia, ha coraggiosamente scelto di mettere un punto e andare a capo. Ha cambiato totalmente strategia da giugno in poi, decidendo di mettere direttamente le mani nella pasta rossonera.In linea teorica Cardinale potrebbe anche avere avuto idee non condivisibili, ma il presidente del Napoli avrebbe dovuto evitare quelle dichiarazioni, per rispetto del proprietario di un club che sta investendo risorse importanti in un calcio arretrato e malmesso come quello italiano.
La sensazione che proviene dopo certe dichiarazioni è quella di una strategia propriamente autarchica del calcio italiano che trova nella faccia di Aurelio De Laurentiis il volto principale, ma che ha avuto nel passato recente qualche altro esponente.
E così. dopo Beppe Marotta a metà maggio, ecco il presidente del Napoli durante la sosta per le nazionali di settembre. Il calcio italiano mostra i muscoli contro chiunque voglia provare a portare qualche novità. E' la strategia della conservazione, di gattopardesca memoria.
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