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Conte e Allegri, l’affare s’ingrossa

Difficile trovare uno strapuntino per il calcio sull’astronave di Tadej Pogacar, cannibale della Milano-Sanremo, Nadia Battocletti, trionfatrice nei 3.000 metri, e Zaynab Dosso, oro su 60 piani, ai Mondiali indoor di Torun. Molto difficile. Ma tant’è.
Dopo Conte e Allegri, ecco Spalletti
—** Juventus-Sassuolo 1-1 (Yildiz, Pinamonti). Il rigore di David parato da Falcone nell’1-1 con il Lecce. Il rigore di Locatelli bloccato da Muric, addirittura (su misterioso mani-comio di Idzes). Poi ci si aggrappa agli schemi, alle lavagne, alla rava e alla fava. La pertosse ha falciato di là e, perché no, illuso di qua. Molto belli, i gol: di Yildiz, al 14’, interno destro, su contropiede Perin-Conceiçao; di Pinamonti, al 52’, in anticipo su Bremer, il "fu" totem, al culmine di un ricamo Volpato-Berardi. Che serata, il Portoghesino. Poca roba, invece, Boga. Spallettone le ha provate tutte, da Vlahovic a Milik (fuori dal maggio 2024), Muric le ha parate tutte (a Boga, al polacco, eccetera). La squadra di Grosso ha personalità e qualità. Ha strappato agli avversari quanto bastava per recuperare il risultato: riccioli del primo tempo e l’avvio del secondo. Poi giù la saracinesca, ha rischiato, consegnandosi nell’ultimo ventello alla riffa degli episodi. Premiato.
Veniva da due successi, Madama. Mai la bava ai tacchetti, però: nemmeno nei periodi di controllo/dominio. Il pari complica la rincorsa Champions. Maledettamente. Se pagare i momenti diventa la regola, e non un’eccezione, poca da dire e molto, moltissimo da fare.
** Milan-Torino 3-2 (Pavlovic, Simeone, Rabiot, Fofana, Vlasic su rigore). Per metà gara, il "solito" Diavolo: piatto, avaro, gran cincischiator dei cincischiator d’Omero. Il botta e risposta tra Pavlovic (parabolona dal limite) e il Cholito (tap-in sul frontale Vlasic-Maignan-palo) non toglie ai granata l’onore del vantaggio ai punti. Alla ripresa, fuori Tomori e dentro Athekame, baricentro più alto, cenni di 4-3-3, e tra il 54’ e il 55’ i gol di Rabiot (al rientro) e Fofana: pregevole l’azione del primo, grazioso lo slalom stretto del secondo. Una ventina di minuti da sturm und drang. Piano piano, si ritorna ai piatti della mensa aziendale. Il penalty varista di Vlasic, bandiera e pennone di D’Aversa, increspa l’epilogo. Non c’era Leao, è tornato Gimenez. Dopo le nazionali, Conte versus Allegri. L’affare s’ingrossa.
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