Tanti bei discorsi sulla mentalità. Poi c'è la realtà: i primi 4 club europei fatturano 2 miliardi di euro in più dei primi 4 club italiani

Ieri sera ci sono stati due eventi. Il primo, in ordine cronologico, è stato la visione di PSG - Bayer Monaco, una partita meravigliosa. Grandissimo livello calcistico, picchi di gioco assoluti, ritmo di calcio eccelso, giocatori quasi di un altro pianeta.

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Poi, al fischio finale, sui social sono andati in scena i commenti illuminati di troppi "professori" prestati al calcio. "Ecco - hanno fatto notare - questo è il calcio che tutti vorremmo vedere. Noi italiani siamo indietro perché facciamo calcio difensivo, produciamo partite orrende come l'ultimo Milan - Juventus, siamo schiavi del risultato e non abbiamo la mentalità europea".

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Tutti discorsi mirabili, bellissimi, filosoficamente inappuntabili, perfetti per grattare la pancia dello sportivo italiano arrabbiato. Si tratta di panegirici maestosi, che rapiscono per la loro sensualità argomentativa. E chi scrive potrebbe anche essere d'accordo con loro perché, potessi scegliere, vorrei vedere sempre la mia squadra giocare all'attacco, dominare il gioco, produrre occasioni da gol a getto continuo.

C'è, tuttavia, un solo grandissimo difetto in questi discorsi: l'assenza di senso della realtà. Perché tutti noi possiamo illuderci - ed è anche bello farlo - che il calcio italiano sia così indietro per colpa della "mentalità", dell'assenza di idee e del calcio difensivo. Può esserci una parte di verità in questo, ma il problema fondamentale, che pesa come un macigno, è prettamente ed esclusivamente economico e nasce con l'introduzione di quella normativa anti-mercato chiamata FPF nel 2007.

Distanza quadruplicata in 20 anni fra l'elité del calcio europeo e le prime squadre italiane

C'è un dato che, da solo, evidenzia in maniera lapalissiana quanto sia aumentata la distanza fra le squadre italiane e l'elité del calcio europeo.

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MILAN, ITALY - MAY 10: Uefa Champions League trophy prior to the UEFA Champions League semi-final first leg match between AC Milan and FC Internazionale at San Siro on May 10, 2023 in Milan, Italy. (Photo by Emilio Andreoli - Inter/Inter via Getty Images)

Vent'anni fa i primi 4 club europei (Real Madrid, Manchester United, Barcellona e Chelsea) fatturavano, tutti insieme, 1239,3 milioni di euro. Le prime 4 squadre italiane (Milan, Inter, Roma e Juventus), fatturavano, tutte insieme, 725 milioni di euro. La forbice fra le prime 4 squadre europee e le prime 4 squadre italiane era quindi di circa mezzo miliardo di euro (514,3 mln), una forbice rilevante ma potenzialmente colmabile con le idee, la mentalità e il gioco.

Oggi i numeri sono molto diversi. I primi 4 club europei (Real Madrid, Barcellona, Bayer Monaco e PSG) fatturano, tutti insieme, 3833,4 milioni di euro. Di contro, le prime 4 squadre italiane (Inter, Milan, Juventus e Napoli) fatturano, tutte insieme, 1640,4 milioni di euro. La forbice fra le prime 4 squadre europee e le prime 4 squadre italiane, oggi, è di oltre 2 miliardi di euro (2193 mln). In 20 anni la distanza, che era già importante, si è quadruplicata, divenendo incolmabile con le idee, la mentalità e il gioco.

Può piacere o non piacere questo discorso, ma eludere il cuore del problema a favore di argomentazioni più aeree non aiuta a risolvere un problema che nasce da un'idea nobile (il FPF), che ha avuto un'applicazione pratica opposta rispetto alle intenzioni dichiarate.

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MILAN, ITALY - MARCH 12: UEFA president Michel Platini (C) with former AC Milan players Demetrio Albertini (L) and Fabio Capello during the UEFA President's Award at Giuseppe Meazza Stadium on March 12, 2012 in Milan, Italy. (Photo by Claudio Villa/Getty Images)

Il FPF avrebbe dovuto, nel progetto di Platini, ridurre sensibilmente le distanze fra i club ricchi e i club meno ricchi. Vent'anni dopo, possiamo dire che è avvenuto esattamente il contrario.

La pretesa di risolvere le disuguaglianze tramite una normativa ha radici luciferine. Nella storia del mondo tutto questo ha sempre avuto conseguenze nefaste. Non poteva che essere così, ed è stato così, anche nel calcio.

Il problema della scarsa competitività del calcio italiano, in sostanza, è economico ed è individuabile precipuamente in quel mostro normativo, ineliminabile, chiamato FPF.

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