Prestazione totale del Milan a Bologna: tre goal realizzati, zero subiti e una classifica che inizia a raccontare un'altra storia.
La partita di Bologna ha finalmente fatto uscire allo scoperto tutti coloro che criticano il Milan per partito preso o semplicemente perché questo è il mood dominante e portarlo avanti è diventato un mantra. Vincere 0-3 allo Stadio Renato Dall’Ara con una prestazione solida, concreta e al tempo stesso spettacolare è qualcosa che non si vede poi così spesso in Serie A. Una vittoria che porta il Milan a 50 punti e consente agli uomini di Massimiliano Allegri di attendere con maggiore serenità questi dieci giorni di pausa forzata dovuti alla splendida Milano-Cortina 2026.
Sì, attendere con calma, perché questo successo a Bologna permette al Milan di portarsi a +4 sul Napoli di Antonio Conte, che da qui in avanti avrà lo stesso numero di partite dei rossoneri e non potrà più appellarsi al calendario. Inoltre, il vantaggio sale a +5 sulla Juventus rinata di Luciano Spalletti e a +7 sulla Roma sempre viva di Giampiero Gasperini. Molti diranno: tutto bello, ma perché non si parla dell’Inter a +5 dal Milan? Giusto, anzi giustissimo. Tuttavia, in questa stagione l'obiettivo vitale dei rossoneri è tornare a giocare la Coppa dalle grandi orecchie, quella stessa competizione che porta alcuni allenatori a lamentarsi dell'eccessivo numero di gare, ma che Allegri e i suoi ragazzi non vedono l'ora di tornare a disputare.
Lo Scudetto, oggi, è qualcosa di enorme. Forse prematuro, ma non necessariamente irrealizzabile a maggio. L’importante sarà arrivare agganciati alla testa della classifica a fine marzo, quando con l'inizio della primavera le posizioni inizieranno a delinearsi con maggiore chiarezza. Il Milan, ora, ha l'ambizione e l'umiltà di guardare partita dopo partita, senza spingersi oltre. Questo con la piena consapevolezza che vincere, pareggiare o perdere anche una sola gara può influenzare in modo decisivo l'esito finale di una stagione che, fin qui, è stata straordinaria.
La rinascita di Christopher Nkunku: tifosi del Milan in estasi a Bologna
—
A Bologna abbiamo anche toccato con mano cosa intendesse Christopher Nkunku quando, tramite il suo entourage, durante il mercato invernale appena concluso disse: "Prendessero chi vogliono, io non mi muovo". Detto, fatto. Nkunku ha dimostrato perché un attaccante da oltre 100 gol in carriera non dimentica come si tratta il pallone e come essere decisivi. Una prestazione sontuosa, impreziosita dal rigore procurato e trasformato: un pallone pesantissimo, per il risultato e per il momento della partita. Se questo è il "nuovo" Nkunku, il Milan può attendere con serenità il pieno recupero di Pulisic e Leao.
Sì, va sottolineato: il Milan sta spesso facendo a meno del suo duo offensivo principale e, quando presenti, entrambi risultano comunque limitati da diverse problematiche. Fastidi al flessore, al pube o una borsite non sono infortuni considerevoli, ma sono certamente debilitanti.Portare Chris e Rafa a pieno regime significherebbe poter alzare ulteriormente il livello.
Un sogno chiamato Scudetto
—
Mancano 15 partite al termine della stagione, esattamente 1.350 minuti di gioco regolamentare. Da questo lasso di tempo dipenderà non solo la prossima stagione, ma soprattutto il giudizio definitivo su quella attuale.
Come disse, per una causa infinitamente più grande, Martin Luther King, che ci perdonerà per aver preso in prestito la sua frase più iconica, declinandola al plurale: We have a dream. Andiamo a realizzarlo tutti insime.
Iscriviti al canale Whatsapp di Milanistichannel per leggere in anteprima tutte le notizie sul Milan. Entra a far parte di una famiglia rossonera.