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ROMA-MILAN

Roma-Milan, All or Nothing nella casa dei giallorossi

Samuele Dello Monaco
Gasperini dovrà lavorare sulla tenuta mentale della squadra nelle gare decisive. Per blindare la zona Champions servirà mantenere l'impermeabilità difensiva mostrata in campionato.

Arrivati a fine gennaio, è tempo di primi bilanci per la Roma all'interno delle mura amiche. La stagione 2025/2026 ha restituito finora l'immagine di una squadra dai due volti: cinica e quadrata in Serie A, fragile e distratta quando risuona la musica dell'Europa League. L'Olimpico, da sempre dodicesimo uomo in campo, si sta confermando un fattore determinante per la corsa al quarto posto, ma non è bastato per evitare dolori europei e l'eliminazione dalla Coppa Italia.

Serie A: non esiste via di mezzo

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Il dato statistico più curioso del cammino casalingo in campionato è l'assenza totale di pareggi. In 10 partite disputate all'Olimpico, la Roma ha collezionato 7 vittorie e 3 sconfitte. Nessuna via di mezzo: o si esulta, o si cade. Il rendimento in Serie A è da considerarsi positivo, con 21 punti raccolti su 30 disponibili. La difesa, guidata da un reparto arretrato che ha concesso pochissimo, è il vero punto di forza: solo 5 gol subiti in 10 gare. Ben 6 di queste partite si sono chiuse con la porta inviolata (clean sheet), incluse le vittorie solide contro Bologna (1-0), Verona (2-0), Udinese (2-0) e la recente affermazione sul Sassuolo (2-0).

Tuttavia, le tre sconfitte pesano come macigni: contro il Torino (0-1), l'Inter (0-1) e il Napoli (0-1). In tutti e tre i casi, l'attacco giallorosso si è inceppato, evidenziando una difficoltà a scardinare le difese delle big quando il match si fa tatticamente bloccato.

Il mal di coppa e l'incubo granata

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Se in campionato l'Olimpico è un porto quasi sicuro, in Europa e in Coppa Italia il mare è stato molto più agitato. Il percorso in Europa League ha visto una Roma irriconoscibile davanti al proprio pubblico: le sconfitte contro Lille (0-1) e Viktoria Plzen (1-2) hanno complicato il cammino nel girone, parzialmente raddrizzato solo dal successo sul Midtjylland (2-1). A rendere ancora più amaro il bilancio casalingo c'è la recente eliminazione dalla Coppa Italia avvenuta lo scorso 13 gennaio, ancora una volta per mano del Torino.

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Il 2-3 finale ha sancito l'uscita dalla competizione e confermato i granata come vero incubo dell'Olimpico, in grado di espugnare l'Olimpico due volte in pochi mesi.

I protagonisti della Roma

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Dal punto di vista dei singoli, l'apporto di Matías Soulé è stato fondamentale nelle gare interne, spesso capace di accendere la luce con giocate decisive (come nel 2-0 al Verona o nel 3-1 al Genoa). Anche Artem Dovbyk (contro Parma e Verona) e Wesley hanno timbrato il cartellino in momenti chiave, garantendo quei gol pesanti che hanno permesso di sbloccare gare complicate contro le "piccole" (vedi l'1-0 risicato contro il Como). Con la sfida di Europa League contro lo Stoccarda alle porte e il big match contro il Milan all'orizzonte (25 gennaio), la Roma deve ritrovare l'equilibrio.

Gasperini dovrà lavorare sulla tenuta mentale della squadra nelle gare decisive. Per blindare la zona Champions servirà mantenere l'impermeabilità difensiva mostrata in campionato.