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MILAN PARMA

Milan-Parma, l’analisi del centrocampo dei Crociati

Samuele Dello Monaco
In questa stagione, i crociati hanno assemblato una formazione rocciosa e intensamente fisica, che sta dando i suoi frutti

Nel calcio contemporaneo, a volte la differenza tra una squadra che lotta e una che sorprende risiede nella capacità di trasformare il campo in un territorio di conquista agonistica. In questa stagione, il Parma ha costruito le sue fortune proprio su questa base, assemblando una formazione rocciosa e intensamente fisica, che fa del dinamismo, dei contrasti e della solidità i suoi marchi di fabbrica. In vista della delicatissima sfida di San Siro contro il Milan del 22 febbraio 2026, i crociati non si presentano certo come una squadra votata al fioretto o al possesso palla, ma come un blocco compatto e muscolare, difficilissimo da scalfire. Un undici operaio e arcigno, all'interno del quale la pura qualità tecnica e l'invenzione stilistica sono quasi interamente affidate al talento e alle geometrie di un'unica, imprescindibile eccezione: Adrián Bernabé.

L'intelligenza e l'esperienza

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Il perno su cui ruota l'intero sistema è Adrián Bernabé. Svezzato dalla cantera del Barcellona e ormai leader indiscusso, lo spagnolo si è evoluto in un regista totale: con una precisione nei passaggi che tocca il 92%, è lui a dettare i tempi, alternando il gioco corto al lancio lungo con disarmante naturalezza. Al suo fianco, o nei momenti in cui serve maggiore stabilità, Nahuel Estévez agisce come un allenatore in campo. La sua lettura preventiva delle linee di passaggio compensa il dinamismo fisico, permettendogli di mantenere una media impressionante di intercetti e recuperi palla ed offrendo un posizionamento sempre impeccabile, fondamentale per dare equilibrio alla squadra nei momenti di massima pressione avversaria, dote che sarà cruciale contro i rossoneri.

Tuttavia, la vera iniezione di energia è arrivata con l'inserimento di Mandela Keita. Il mediano belga ha trasformato il centrocampo ducale aggiungendo quella dose di intensità e aggressività necessaria per competere ad alti livelli. Keita è il motore inesauribile del gruppo, capace di coprire oltre 12 chilometri a partita e di trasformare l'azione da difensiva a offensiva con strappi palla al piede che spezzano il pressing avversario. Le sue verticalizzazioni improvvise sono diventate il grimaldello per scardinare le difese chiuse, offrendo nuove soluzioni tattiche a Cuesta. Attenzione all'innesto di Nicolussi Caviglia: può dare geometrie e qualità a un reparto che ne necessita.

L'inventiva cui deve fare attenzione il Milan

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Spostando l'attenzione sulla trequarti e sugli esterni, i numeri diventano ancora più entusiasmanti. Gaetano Oristanio è diventato devastante nell'uno contro uno, risultando il giocatore con più dribbling riusciti della rosa e un fattore determinante in zona gol grazie al suo micidiale tiro da fuori. La sua creatività apre varchi in cui si inserisce perfettamente l'estro di Gabriel Strefezza. L'italo-brasiliano ha portato in dote una gestione della palla negli spazi stretti di altissima scuola; la sua visione di gioco e la capacità di dialogare nello stretto lo rendono imprevedibile, permettendo al Parma di scardinare anche i blocchi difensivi più bassi.

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