Milan-Como, la furbizia e la tattica di Allegri, contro il gioco frizzante e divertente di Fabregas. Filosofie diverse a confronto e una unica certezza: non sarà una partita facile per i rossoneri. Punto di forza del Como è il suo attacco: con 38 reti segnate finora, infatti, è il quinto più prolifico in Serie A. Vediamo come gioca l'attacco dei Lariani e chi si ritroverà ad affrontare la difesa del Diavolo.
L'attacco del Como
L’attacco del Como: gli uomini chiave e come può fare male al Milan


L'attacco del Como
—Quella di Fabregas è una formazione che fa un calcio propositivo, veloce e offensivo. Le strategie offensive dei Lariani puntano sul possesso palla e sul creare superiorità numerica nella metà di campo degli avversari attraverso lunghe azioni spesso impostate dalla difesa. In chiave di costruzione della manovra è molto importante il ruolo dei terzini che hanno il compito di allargare il gioco. L'obiettivo finale, comunque, è segnare più gol degli avversari. Il Como, di solito, gioca con un 4-2-3-1. Lo schieramento in campo, però, è sempre molto fluido: questo sempre con l'idea della superiorità numerica. L'attacco del Como, però, non è solo ampiezza e profondità. Spesso e volentieri la squadra agisce anche centralmente con dei passaggi lunghi per cercare di superare la difesa avversaria.

Gli uomini chiave
—Le azioni offensive dei prossimi avversari del Diavolo hanno alcuni protagonisti assoluti. Il primo, chiaramente, è il grande talento della squadra: Nico Paz. Bastano i numeri per far comprendere quanto sia pericoloso: 8 gol e sei assist. La punta centrale, invece, è il greco Douvikas. Anche lui, finora, ha segnato otto reti. Da tenere assolutamente sotto controllo, poi, sono anche Jesus Rodriguez, che con sei assist è uno dei maggiori assistman della formazione, e il croato Martin Baturina.

Come può fare male al Milan
—In che modo, quindi, il Como può far male al Milan di Allegri? I rossoneri possono reggere molto bene le azioni dei Lariani ma devono stare attenti ad alcune cose. La difesa si deve coordinare bene e con precisione, deve chiudere bene gli spazi: questo serve ad evitare gli inserimenti dei centrocampisti, Nico Paz è il pericolo numero uno, e i lanci lunghi alla ricerca della punta centrale Douvikas. Importante è anche non essere troppo corti o compatti: questo, infatti, potrebbe aprire spazi sulle fasce che verrebbero sfruttati dai terzini e dagli esterni di Fabregas.
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